Ecco quando l’Italia cresceva più della Francia e della Spagna

Alberto De Pasquale

12/02/2025

Oggi il Pil pro capite italiano è inferiore alla media europea, ma non è sempre stato così. La classifica dei paesi che crescevano di più e che ora viaggiano verso la recessione.

Ecco quando l’Italia cresceva più della Francia e della Spagna

Sono Italia e Grecia le grandi sconfitte nella corsa all’innalzamento del tenore di vita negli ultimi trent’anni.

Se il Pil è utilizzato come indicatore per misurare le dimensioni di un’economia nazionale (e l’Italia è terza in Ue, dietro a Germania e Francia), il Pil pro capite, ossia in rapporto al numero degli abitanti, può invece essere un valido rivelatore del tenore di vita di una popolazione.

E nonostante sia la terza economia europea, oggi l’Italia è solo al dodicesimo posto per Pil pro capite, sotto la media. Ma in passato la situazione era più favorevole.

Tra i paesi membri che nel 1995 componevano l’allora Unione Europea a 15 stati, sono infatti i soli ad aver ridotto il proprio Pil pro capite rispetto alla media.

Per fare confronti significativi tra il Pil pro capite italiano e quello degli altri paesi europei dobbiamo considerare lo standard di potere d’acquisto, una valuta comune che elimina le differenze nei livelli dei prezzi. I valori considerati da Eurostat sono espressi come indice calcolato in relazione alla media dei 27 paesi Ue, fissata a quota 100. Se l’indice di un paese è maggiore di 100, il suo Pil pro capite è superiore alla media Ue e viceversa. Se non si ragionasse in termini di standard di potere d’acquisto si sovrastimerebbe il Pil dei paesi con un costo della vita più alto.

Pil pro capite: dov’è l’Italia

Nel 2023 il Pil pro capite italiano è stato a quota 98 rispetto alla media Ue convenzionalmente fissata, come dicevamo, a 100. È stato quindi inferiore del 2% rispetto al valore medio Ue. Il Lussemburgo è stabilmente il primo paese europeo per Pil pro capite: nel 2023 ha raggiunto un valore del 137% superiore alla media europea, seguito dall’Irlanda, del 113% sopra il valore medio. La ricchezza e l’alto tenore di vita del Lussemburgo sono garantiti dal suo essere un piccolo stato fortemente basato sull’attività bancaria, finanziaria e industriale. Inoltre, molti lavoratori stranieri contribuiscono al suo Pil senza essere residenti (e alzando quindi il rapporto tra Pil e popolazione). Per l’Irlanda, invece, l’alto valore del Pil pro capite si spiega in parte con la presenza di grandi multinazionali del settore tecnologico come Google, Apple e Meta. Oltre questi due casi eccezionali, gli altri paesi con un Pil pro capite superiore alla media europea sono i Paesi Bassi (del 33% superiore), la Danimarca (25%), l’Austria (20%), il Belgio (18%), la Germania (16%), la Svezia (14%), Malta (7%) e la Finlandia (5%). La Francia è all’1% sotto la media europea, ma comunque sopra l’Italia.

Pil pro capite: la situazione nel 1995

Ora torniamo a trent’anni fa esatti, al 1995. In quell’anno in Italia ci fu l’avvicendamento tra il primo governo Berlusconi e quello guidato da Lamberto Dini e l’Unione Europea si allargò a 15 membri, con gli ingressi di Austria, Finlandia e Svezia.

Nel 1995, il PIL pro capite medio dei 15 paesi dell’allora Unione Europea (UE) era fissato a quota 100. L’Italia si trovava sopra la media con un +6%, un dato che la poneva tra le nazioni con un buon tenore di vita rispetto agli altri membri dell’UE. Nonostante il Lussemburgo fosse al primo posto con un PIL pro capite superiore dell’81%, l’Italia riusciva comunque a mantenere una posizione solida. Ecco la classifica dei paesi dell’UE, con i loro valori relativi al PIL pro capite rispetto alla media dell’Unione nel 1995.

Ecco la classifica dei paesi dell’UE, con i loro valori relativi al PIL pro capite rispetto alla media dell’Unione nel 1995:

1. Lussemburgo: +81%
2. Germania: +12%
3. Austria: +12%
4. Italia: +6%
5. Paesi Bassi: +5%
6. Belgio: +4%
7. Danimarca: +2%
8. Francia: -2%
9. Regno Unito: -2%
10. Svezia: -3%
11. Finlandia: -4%
12. Spagna: -6%
13. Portogallo: -8%
14. Irlanda: -10%
15. Grecia: -15%

L’Italia, quindi, si trovava tra i «paesi nella parte alta della classifica» con un livello di PIL pro capite superiore alla media, pur rimanendo dietro a nazioni come Germania e Austria.

Ovviamente, il livello medio si è modificato nel tempo con l’adesione di altri paesi, come la Bulgaria, che oggi è quello con il più basso Pil pro capite in Europa (36% in meno rispetto alla media). Ma è interessante notare come tutti i paesi che trent’anni fa facevano parte dell’Ue abbiano migliorato il livello del proprio Pil pro capite rispetto a quello medio (confrontando quello di allora con la media del 1995 e il valore odierno con la media attuale). Tutti tranne Italia e Grecia. Anche Atene, infatti, ha avuto un percorso improntato al calo, come quello italiano: nel 1995 la Grecia esprimeva un Pil pro capite del 28% inferiore di quello medio dell’Ue a 15 membri, mentre nel 2023 lo scarto è aumentato al 31%. Negli ultimi trent’anni ci sono stati paesi membri che hanno consolidato il proprio Pil pro capite, come Lussemburgo, Paesi Bassi, Danimarca, Belgio, Austria e Germania e altri che hanno generato un’espansione evidente, come l’Irlanda. Altri ancora, Italia e Grecia, hanno subito una flessione che, prendendo per buona la validità del Pil pro capite come espressione del tenore di vita, individua un suo evidente peggioramento.