L’Italia ha il secondo debito pubblico più alto d’Europa in rapporto al Pil e non è certo una novità. Nel giro di qualche anno, tuttavia, potrebbe raggiungere il primato assoluto nel Continente. Il sorpasso sulla Grecia, da tempo al primo posto, adesso è da prendere in considerazione perché Atene sta riducendo rapidamente il proprio indebitamento, mentre quello italiano sta pure calando, ma a un ritmo molto più lento.
A maggio 2024 il debito pubblico italiano è arrivato a 2.918,9 miliardi di euro, crescendo di ben 99 miliardi solo rispetto al 2023. Dopo aver superato per la prima volta i duemila miliardi di euro nel 2012, ora il debito italiano si sta rapidamente avvicinando a quota tremila miliardi. Quando sarà raggiunta? Tutto è legato all’andamento della finanza pubblica e alle scelte da fare per la prossima manovra. Secondo le previsioni, il debito raggiungerà la soglia dei tremila miliardi tra il 2025 e il 2026. Proprio quando potrebbe avvenire anche il sorpasso del debito italiano su quello greco in rapporto al Pil.
Secondo l’ultimo aggiornamento Eurostat, nel primo trimestre 2024 il debito pubblico italiano è stato pari al 137,7% del Pil, in lieve aumento rispetto all’ultimo trimestre del 2023. Si tratta ancora, stabilmente, del secondo debito pubblico più elevato in Europa: la Grecia, infatti, è ancora prima al 159,8%. In terza posizione, alle spalle dell’Italia, c’è la Francia al 110,8% e la Spagna è quarta al 108,9%. La Germania è appena al 63,4% e i Paesi Bassi sono al 43,9%, mentre il livello più basso di debito in rapporto al Pil in Europa è quello dell’Estonia, al 23,6%.
In termini assoluti è la Francia il paese europeo con il debito pubblico più alto (oltre 3.150 miliardi), davanti all’Italia e alla Germania (2.635 miliardi). Comunque, il dato in termini assoluti dice poco: è per questo che il debito viene messo in rapporto al Pil, per misurare la capacità di un paese di generare ricchezza rispetto al proprio livello di indebitamento. Nei primi tre mesi del 2024 il rapporto medio tra debito e Pil è stato dell’82% all’interno dell’Unione Europea e dell’88,7% nell’Eurozona. Valori che sottolineano come il dato greco e italiano siano decisamente sopra la norma.
In appena tre anni, dal primo trimestre 2021 al primo del 2024, la Grecia è passata da un rapporto debito/Pil del 210,3% all’attuale 159,8%, mentre nello stesso periodo l’Italia è passata dal 158,2% al 137,7%. Dopo aver vissuto una recessione più profonda di quella media europea negli anni della pandemia, in seguito la Grecia è tornata a crescere e sta diminuendo il proprio debito pubblico a un ritmo ben più elevato dell’Italia. Sul debito pubblico italiano, invece, continua a pesare, come più volte ribadito dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il Superbonus, che continuerà a condizionarlo «pesantemente» fino al 2026, per poi allentare la morsa negli anni successivi.
Secondo l’Osservatorio sulla finanza pubblica della Camera dei deputati, l’impatto complessivo del Superbonus sarà di 165 miliardi fino al 2036, anche se il grosso del debito provocato dalla misura, che al 2024 è di 58 miliardi, arriverà tra poco. Nel 2027 l’impatto cumulato del Superbonus sul debito pubblico italiano sarà già di 157 miliardi: superata quella data, continuerà a crescere, ma di «appena» altri otto miliardi fino, appunto, al 2036.