ETF: portafogli sempre più ESG-oriented, soprattutto quelli dei Millenial

Il vantaggio degli ETF ESG che adottano un approccio globale è che non snaturano l’asset allocation, a condizione che i loro indici sottostanti mantengano una buona diversificazione

ETF: portafogli sempre più ESG-oriented, soprattutto quelli dei Millenial

In Europa sono sempre più numerosi gli investitori che decidono di inserire strumenti a replica passiva (ETF) nel proprio portafoglio basandosi su criteri ESG (Ambientali, Sociali e di Governance).

Lo rileva la società francese Lyxor, secondo cui a fine ottobre 2018 la raccolta netta degli ETF ESG ammontava a 3,1 miliardi di euro in Europa, pari al 7% della raccolta complessiva degli ETF.

Qual è il ruolo degli investimenti ESG nel mercato globale degli ETF?

I principi su cui si basa la gestione passiva - trasparenza, facilità di accesso, commissioni di gestione contenute - fanno sì che gli ETF siano particolarmente adatti agli investimenti socialmente responsabili.

Ad oggi il peso degli ETF che utilizzano criteri ESG (Ambientali, Sociali e di Governance) in Europa si limita ad appena l’1,5% del mercato globale degli ETF (dati di fine ottobre). Tuttavia, questo segmento sta registrando una notevole accelerazione. La prova di ciò?

François Millet (nella foto), Head of ETF & Index Product Development di Lyxor, fa notare che si tratta di una cifra già superiore a quella dell’intero 2017 (2,2 miliardi di euro).


Fonte: Lyxor International AM

“Se osserviamo più da vicino il mercato, possiamo notare una polarizzazione degli ETF che utilizzano criteri ESG globali basati su rating, che rappresentano il 69% degli asset, ben lontani dagli ETF con impatto tematico (16%, cui aggiungere gli ETF low carbon con il 4%) e dagli ETF obbligazionari (11%).”, spiega il manager dell’emittente d’Oltralpe.

I Millenials i più sensibili ai temi ESG

Con una maggiore presa di coscienza generale verso le sfide che ci attendono, tutte le categorie di investitori stanno ormai cercando di inserire soluzioni ESG nei loro portafogli o risparmi. I clienti del segmento Retail e Private Banking sono molto sensibili a questo tema, in particolare le giovani generazioni.

I Millenial, infatti, in fase di costruzione del proprio patrimonio o di futuri beneficiari, sono la categoria più attratta dagli investimenti responsabili e al contempo quella che preferisce gli ETF.

Per quanto riguarda gli investitori istituzionali, questi sono già implicati negli investimenti responsabili, al fine di soddisfare le aspettative degli aventi diritto, gestire il rischio a lungo termine e rispettare gli sviluppi normativi.

Quale spazio danno gli investitori agli ETF ESG nei loro portafogli?

Gli investitori più attenti sono alla ricerca di prodotti tematici sull’acqua, sulle energie rinnovabili, sulla parità di genere e sui green bond, che possono permettere di diversificare un’allocazione perseguendo al contempo un obiettivo specifico. Gli investitori sono anche alla ricerca di veicoli di investimento che possano costituire la parte core dei loro portafogli, sostituendo i fondi basati su indici tradizionali.

“Il vantaggio degli ETF ESG che adottano un approccio globale è che non snaturano l’asset allocation, a condizione che i loro indici sottostanti mantengano una buona diversificazione. La ripartizione regionale e settoriale di questi indici deve essere poi sufficientemente simile a quella degli indici di mercato”, spiega Millet.

Infine, la volatilità rispetto al benchmark deve rimanere moderata, intorno all’1,5% nei Paesi sviluppati e al 2,5% nei Paesi emergenti. Occorre infine precisare che l’investimento in società con un rating più elevato costituisce anche un modo per gestire i rischi.

A questo proposito Millet ricorda che “questi ETF presentano diversi vantaggi per gli investitori istituzionali che non vogliono allontanarsi troppo dai benchmark, ma desiderano investire responsabilmente migliorando al tempo stesso il loro profilo ESG”.

Gli ETF globali best-in-class stanno assumendo un approccio sempre più sofisticato

In effetti, possiamo fare di più che selezionare gli emittenti sulla base di un rating best-in-class. L’obiettivo è adottare un approccio più dinamico, che misuri non soltanto il profilo ESG delle società, ma anche l’evoluzione di tale profilo. Ciò significa prendere in considerazione non solo le aziende ben valutate, ma anche quelle che fanno uno sforzo per migliorare, attraverso decisioni basate sui criteri ESG.

Le simulazioni della ricerca MSCI mettono infatti in evidenza che prendere in considerazione i trend è a beneficio della performance. Anche nel caso della gestione passiva, gli ETF sono per loro natura più attivi e dinamici concentrandosi, per ciascuno dei settori, sulle aziende che si sforzano per migliorare il rating ESG e penalizzando quelle che perdono terreno.

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