E se la Fed non tagliasse i tassi di interesse a settembre?

Redazione Finance

26 Luglio 2024 - 18:18

Gli investitori hanno iniziato a scontare sul mercato obbligazionario un taglio dei tassi a settembre, come confermato anche dal rinomato FedWatch Tool del CME. Ma il taglio avverrà veramente?

E se la Fed non tagliasse i tassi di interesse a settembre?

Mentre il mercato sembra dare per scontato un taglio dei tassi a settembre, diverse ragioni suggeriscono che questo potrebbe non accadere. La Fed, con il suo approccio data dependent, potrebbe decidere di mantenere i tassi invariati se l’inflazione rimane alta e l’economia continua a crescere.

Allo stesso modo, il mercato obbligazionario ha già iniziato a scontare i tagli, ma la Fed potrebbe utilizzare questo miraggio come una buona scusa per non abbassare i tassi.

Se le aspettative di un taglio venissero deluse, cosa avrebbe senso aspettarsi sui mercati finanziari globali?

Primo taglio dei tassi Fed a settembre?

Le borse sembrano dare per scontato che la Federal Reserve (Fed) inizierà a tagliare i tassi di interesse a settembre. Questa convinzione è supportata dal FedWatch Tool del CME, che mostra una probabilità del 98% di un taglio a settembre, contro il 70% di qualche settimana fa. A questo punto, la domanda che sorge spontanea è: cosa accadrà da fine luglio a settembre? Sebbene questa domanda rimanga in gran parte senza risposta, i dati attuali non sembrano suggerire un contesto economico così avverso da giustificare un taglio dei tassi.

Difatti, la Fed ha sempre dichiarato di essere «data dependent», ovvero di basare le sue decisioni sui dati economici. Questo approccio implica che ogni decisione sui tassi di interesse venga presa considerando l’inflazione, il PIL, il tasso di disoccupazione e altri indicatori economici. Analizziamo gli ultimi dati disponibili per capire meglio la situazione.

Cosa suggeriscono i dati economici?

L’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) negli Stati Uniti ha mostrato un’evoluzione interessante negli ultimi mesi. L’obiettivo della Fed è mantenere l’inflazione al 2%. Tuttavia, l’IPC ha registrato un aumento costante, sebbene vi siano segnali di rallentamento. Ad esempio, nei primi mesi del 2024, l’IPC è aumentato di circa il 3,1% su base annua, un valore ancora superiore all’obiettivo del 2% della Fed. Questo dato rende improbabile un taglio dei tassi, poiché la Fed dovrebbe prima assicurarsi che l’inflazione sia sotto controllo.

Allo stesso modo, il PIL degli Stati Uniti ha mostrato una crescita moderata, secondo gli ultimi dati forniti da vari enti statistici, tra cui S&P Global. Nonostante le preoccupazioni di una possibile recessione, l’economia statunitense ha continuato a crescere, e le prospettive del PIL per il 2024 restano al 2%.

L’unica incertezza arriva dal tasso di disoccupazione: all’inizio del 2024, il tasso di disoccupazione si attestava al 3,9% a febbraio, un aumento rispetto al 3,8% di gennaio. A marzo, il tasso era del 3,8%. da aprile in poi, si è osservato un leggero aumento, con il tasso che ha raggiunto il 4,1% a giugno 2024​.

Cosa suggerisce il mercato obbligazionario?

Il mercato obbligazionario ha già iniziato a scontare i tagli dei tassi, riflettendo le aspettative del mercato. Se i tassi sul mercato del debito sono già in calo, la Fed potrebbe non avere un forte incentivo per abbassarli ulteriormente. Secondo molti, siamo di fronte ad nuovo strumento di politica monetaria: il miraggio di un abbassamento dei tassi. Nel 2023, Powell aveva dichiarato l’intenzione di effettuare tre tagli nel 2024, ridotti poi a due e, più recentemente, a uno. Potrebbero diventare zero? Attualmente, il rendimento dei Treasury a 10 anni è attorno al 4,26% mentre il prezzo dei futures sui Fed fund per settembre 2024 è di 94,775, il che implica un tasso di interesse atteso di circa il 5,225%. Attualmente, il tasso dei Fed Funds negli Stati Uniti è compreso tra il 5,25% e il 5,50%, quindi il mercato attualmente sta dando per certo che la Federal Reserve inizi a tagliare i tassi dalle prossime riunioni.

Cosa ha senso aspettarsi dalle borse in caso di nessun ribasso dei tassi?

Quando il mercato da qualcosa per certo, le cose si fanno pericolose. Se le aspettative di un taglio dei tassi a settembre venissero infrante, potrebbe esserci una reazione significativa sui mercati finanziari, sia obbligazionari che azionari. Gli investitori, delusi dal mancato taglio, potrebbero reagire vendendo obbligazioni, anche se ciò che preoccupa maggiormente gli analisti potrebbe essere la contrazione che verrebbe a verificarsi sul mercato azionario.

Questo effetto potrebbe essere amplificato dall’avvicinarsi della fine dell’anno, un periodo in cui gli investitori sono particolarmente attenti alle politiche monetarie della Fed e le istituzioni finanziarie tendono a prendere profitti per far «quadrare i conti».

Cosa ha senso aspettarsi dal mercato azionario?

Guardando all’S&P500, le ultime sessioni di borsa dovrebbero aver già dimostrato agli investitori quanto il mercato americano sia volatile in questa particolare fase. Con le azioni ai massimi storici e gli investitori intimoriti dalle molte incertezze del momento, la voglia di prendere profitto potrebbe diventare sempre più impellente, rendendo un crollo dei mercati un evento non così improbabile.

A maggior ragione, se si considera che negli ultimi due anni, oltre alla spinta proveniente dal comparto AI, uno dei motivi per cui le borse hanno recuperato i crolli del 2022 è stata la crescente aspettativa di un soft landing da parte della Fed. Tuttavia, se quest’ultima non dovesse abbassare i tassi, i mercati dovrebbero iniziare a fare i conti con un «no landing», scenario che aprirebbe le porte ad altri rischi ed incertezze.

S&P500, 1W S&P500, 1W Grafico a candele settimanali dell'S&P500. Fonte: baha.com