Differenza tra violenza e molestia sessuale: facciamo chiarezza

Violenza e molestia sessuale spesso vengono confuse, anche perché alcune volte è difficile individuarne i confini, con esiti incerti in ambito penalistico. Ecco le differenze e come distinguerle.

Differenza tra violenza e molestia sessuale: facciamo chiarezza

Violenza e molestia sessuale non sono la stessa cosa. Qual è la differenza? Spiegarlo non è semplice dato che spesso questi due comportamenti si accavallano e si assomigliano.

La differenza tra violenza e molestia sessuale è molto rilevante e il Codice penale disciplina le due ipotesi in maniera diversa.

Entrambi i comportamenti violano la libertà sessuale della vittima, ma la violenza sessuale ha una gravità e una intensità maggiore rispetto alla molestia, e si rischia fino a 12 anni di carcere. Invece alla molestia sessuale non è dedicato un articolo specifico, ma questa rientra nel più generico reato di “Molestia e disturbo alle persone”.

Cerchiamo di capire qual è la differenza tra violenza e molestia sessuale, quali sono le conseguenze penali e cosa possono fare le vittime per difendersi.

Violenza e molestia sessuale non sono la stessa cosa

Violenza sessuale e molestia sessuale spesso vengono confuse e i due termini utilizzati come sinonimi. Invece si tratta di comportamenti molto differenti tra loro, per tipologia e gravità. Per questo il Codice penale ne prevede una disciplina differenziata.

La violenza sessuale è senza dubbio la fattispecie più grave, che avviene ogni volta che sentiamo parlare di “stupro” e non solo. Si tratta infatti di una invasione nella sfera sessuale altrui di particolare intensità e gravità che può avere gravi conseguenze psicofisiche sulle vittime, nella maggior parte dei casi giovani donne.

Il reato di violenza sessuale è disciplinato dall’articolo 609 bis del Codice penale che recita:

“Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da sei a dodici anni.”

Stessa pena, quindi la reclusione da 6 a 12 anni, anche per chi compie gli atti sessuali non voluti approfittando dell’inferiorità fisica o psichica altrui o ingannando la vittima fingendosi un’altra persona.

Per capire cosa sia la violenza sessuale bisogna analizzare per bene cosa si intende per “atti sessuali”: secondo la legge sono atti sessuali tutti quelli che coinvolgono la corporeità della vittima, quindi ogni contatto fisico forzato e non voluto; non solo lo stupro ma anche un bacio, un abbraccio, una “palpata” non volute. In altre parole ogni volta che c’è una indebita compromissione della libertà sessuale altrui si tratterà di violenza sessuale. Sarà il giudice a valutare la gravità della condotta e a stabilire la pena congrua.

Recentemente la Corte di Cassazione ha confermato che anche un bacio indesiderato può essere violenza sessuale.

Cosa sono le molestie sessuali?

Altro discorso per le molestie sessuali. Queste in realtà non hanno una precisa collocazione all’interno del Codice penale ma rientrano nella fattispecie di “Molestie e disturbo delle persone”, articolo 660 del Codice penale:

“Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516.”

Come si può vedere è una condotta meno grave e le sanzioni sono notevolmente inferiori rispetto alla violenza sessuale. Per “molestia” si intende un comportamento insistente e non voluto che può anche sfociare nello stalking.

La Corte di Cassazione in più occasioni ha avuto modo di ribadire che anche un corteggiamento insistente, seppur breve, può integrare la fattispecie di molestia e disturbo alle persone. Quindi la differenza principale tra molestia e violenza è che la prima sfocia in comportamenti fisici, la seconda invece in commenti, gesti o affermazioni che disturbano la sfera sessuale della vittima, ad esempio allusioni erotiche, complimenti insistenti, uso di un linguaggio volgare e ogni altro comportamento fastidioso e petulante.

Violenza e molestia sessuale: a chi rivolgersi?

Chi è ha subito una violenza sessuale o una molestia indesiderata deve rivolgersi nel più breve tempo possibile alla Polizia o ai Carabinieri e sporgere denuncia.

È importante descrivere dettagliatamente come e quando sono avvenuti i fatti e riportare agli agenti tutte le informazioni possibili sul colpevole, quando è una persona nota. In caso di danni psicofisici è bene munirsi del certificato medico che attesta l’entità dei danni subiti. I fatti inoltre possono essere provati mediante fotografie, messaggi, video, registrazioni audio e dichiarazioni di testimoni.

Dopo la denuncia, gli agenti daranno inizio alle indagini per individuare il colpevole e confermare i capi di accusa. Qui una guida dettagliata su come si denuncia

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