Dichiarare il falso nell’autocertificazione è reato: vediamo i rischi

Se dichiari informazioni false nell’autocertificazione del Ministero dell’Interno stai commettendo un reato previsto dal Codice penale. Attenzione perché si rischia fino a 6 anni di carcere.

Dichiarare il falso nell'autocertificazione è reato: vediamo i rischi

Chi dichiara e sottoscrive informazioni false nel modulo di autocertificazione commette un vero e proprio reato, duramente sanzionato dal nostro ordinamento. Non si tratta di una semplice “furbata”, ma di un comportamento che ha rilevanza penale e può costare molto caro. Questo vale sia se vengono inseriti dati anagrafici non veritieri (ad esempio mentendo sul proprio nome, cognome o indirizzo) sia se viene dichiarato un motivo inesistente di lavoro, salute, necessità e urgenza, gli unici che consentono di uscire di casa.

Quindi, oltre alla multa per infrazione del divieto di spostarsi sul territorio, si rischia anche la denuncia per Falso, la cui pena è il carcere da 1 a 6 anni.

Nonostante le misure severissime, sono ancora molti a prendere la questione coronavirus sottogamba. Lo dimostrano le innumerevoli sanzioni raccolte dalle Forze dell’ordine in tutta Italia. Comportamenti da cui bisogna prendere le distanze poiché non solo comportano rischi penali ma mettono in pericolo la salute pubblica.

Falsificare l’autocertificazione, cosa rischio?

Da quando ha avuto inizio l’epidemia da coronavirus in Italia, chi esce di casa deve compilare il modulo di autocertificazione fornito dal Ministero dell’Interno. Qui bisogna inserire i dati anagrafici, i motivi dello spostamento e la firma autografa. Ma l’occasione fa l’uomo ladro e, pur di uscire di casa, ci sono persone che falsificano il contenuto dell’autocertificazione, inserendo dai e motivi falsi o inesatti.

Questo è un comportamento molto grave che ha rilevanza penale, significa che in caso di condanna, chi ha falsificato l’autocertificazione potrebbe vedersi macchiata la propria fedina penale. Dal punto di visto sanzionatorio, le conseguenze per chi falsifica il modulo sono due tipi:

  • la multa da 400 a 3000 euro in mancanza di comprovate ragioni di lavoro, salute, necessità e urgenza (sanzione aumentata di un terzo se il fatto è commesso in automobile e della metà in caso di recidiva);
  • la denuncia per Falsa attestazione e dichiarazioni mendaci (ex articolo 495 del Codice penale), con reclusione da 1 a 6 anni.

L’autocertificazione può essere considerata falsa, e quindi illegale, sia se i motivi indicati non corrispondono alla verità sia se nel modulo vengono indicati nome, cognome e indirizzo falsi. Le Forze dell’ordine infatti possono verificare se quanto dichiarato è vero, per esempio accertando che l’indirizzo del luogo di lavoro in cui ci stiamo recando oppure la veridicità delle situazioni di urgenza e necessità.

Ovviamente lo spirito di questa misura di prevenzione è quello di evitare gli spostamenti a meno che non siano strettamente necessari, in modo da diminuire le occasioni di contagio; molto è lasciato al buon senso e alla morale collettiva. Per questo falsificare le autocertificazioni non è solamente un comportamento contrario alla legge, ma una scelta irresponsabile, dato che a rischio c’è la salute nazionale.

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Reato Coronavirus

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