Di Maio: “Procedura d’infrazione UE? Colpa dei debiti del PD, Quota 100 non si tocca”

Dopo l’apertura della procedura d’infrazione da parte dell’UE, Luigi Di Maio specifica che “riguarda il debito prodotto dal Partito Democratico nel 2017 e 2018”, ribadendo che Quota 100 e le pensioni non verranno toccate.

Di Maio: “Procedura d'infrazione UE? Colpa dei debiti del PD, Quota 100 non si tocca”

Non si sono fatte attendere le reazioni alla notizia, più che annunciata, dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia, per la violazione delle regole di bilancio a causa del “del suo alto debito nel 2018, nel 2019 e nel 2020”.

Con un post su Facebook infatti Luigi Di Maio ha scaricato la colpa del debito ai passati governi targati PD, specificando che la cosa sarà “presa seriamente” ma che assicurando che “Quota 100 e le pensioni degli italiani non si toccano”.

Meno loquace invece l’altro vicepremier Matteo Salvini, che da Ascoli Piceno dove domenica si voterà per il ballottaggio delle amministrative specifica che “noi non vogliamo andare in Europa a chiedere i soldi degli altri, noi vogliamo la dignità e il diritto al lavoro per gli italiani”.

Di Maio accusa il PD per il debito

Noi siamo persone serie, l’Italia è un paese serio”. Così inizia il post di Luigi Di Maio con il quale il leader del Movimento 5 Stelle ha voluto commentare l’apertura di una procedura d’infrazione da parte dell’UE nei confronti dell’Italia.

Per il vicepremier quindi il succo della procedura d’infrazione riguarderebbe “il debito prodotto dal Partito Democratico nel 2017 e 2018”, ricordando poi come molti altri Paesi abbiano negli anni precedenti fatto più debito rispetto all’Italiae non sono andati incontro a nessuna sanzione!”.

Non saranno mesi facili i prossimi per l’Italia, soprattutto quando in autunno si dovrà imbastire la legge di Bilancio. Di Maio dopo aver nelle scorse settimane assicurato, insieme a Salvini, che non aumenterà l’IVA, adesso promette anche che “Quota 100 non si tocca e, sia chiaro, le pensioni degli italiani non si toccano!”.

Nella sua lettera Bruxelles aveva puntato il dito però contro la “retromarcia su alcune riforme pro-crescita del passato, come quella delle pensioni, e il deficit proiettato oltre il 3% nel 2020” tutti elementi questi che rappresentano “fattori aggravanti”.

In sostanza ha ragione Di Maio a sottolineare come lo sforamento riguardi anche gli anni passati, ma dimentica di dire che la problematica maggiore riguarderebbe le misure messe in campo dal governo gialloverde nell’ultima legge di Bilancio.

Per il commissario europeo Valdis Dombrovskis “il governo presieduto da Giuseppe Conte ha provocato danni all’economia con le misure adottate nel corso dell’ultimo anno, quando guardiamo all’economia italiano vediamo i danni che stanno facendo le recenti scelte politiche”.

Resta da capire adesso quali saranno le prossime mosse del governo carioca: se non arriverà un passo indietro come chiesto da Bruxelles, lo scontro frontale sarà inevitabile con il prossimo autunno, oltre che l’estate, che si preannuncia essere molto rovente.

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