Decreto scuola: seduta fiume alla Camera. Azzolina a rischio?

Teresa Maddonni

05/06/2020

20/07/2022 - 15:12

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Decreto scuola: riprende la seduta fiume alla Camera, ma le opposizioni fanno ostruzionismo. Azzolina a rischio? Si va verso il voto finale.

Decreto scuola: seduta fiume alla Camera. Azzolina a rischio?

Decreto scuola: seduta fiume alla Camera. Azzolina a rischio? È la domanda che viene da porsi nell’immediato assistendo a quanto sta accadendo alla Camera dei deputati in merito al decreto scuola, che ha ottenuto l’approvazione al Senato la scorsa settimana, ha incassato ieri la fiducia, ma oggi per il voto finale incontra l’ostruzionismo delle opposizioni.

La seduta fiume iniziata nel tardo pomeriggio di ieri è proseguita fino a notte fonda per riprendere dopo le 10 questa mattina e ancora in corso. L’atteggiamento dell’opposizione sembra quello di voler mettere in difficoltà la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina costringendola in ultimo alle dimissioni e facendo vacillare il governo su un punto delicato e dibattuto quale è la scuola. Un’ipotesi estrema che non sappiamo se verrà confermata.

La seduta fiume, senza interruzioni, arriva dal momento che i tempi per la conversione in legge del decreto scuola per l’emergenza sono strettissimi. Il decreto lo ricordiamo introduce le misure per la scuola in emergenza, il rientro nel prossimo anno scolastico, gli esami di Stato, ma anche e soprattutto l’immissione in ruolo dei precari della scuola con il tanto dibattuto concorso straordinario che ha cambiato fisionomia più volte e anche dopo la pubblicazione del bando in Gazzetta ufficiale.

Il termine ultimo per la conversione in legge è il 7 giugno, domenica, dunque deve essere necessariamente concluso l’iter entro sabato 6 giugno per il voto finale del decreto scuola.

Decreto scuola: seduta fiume alla Camera. Azzolina a rischio?

Decreto scuola: seduta fiume alla Camera e ostruzionismo delle opposizioni il che fa pensare a una ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a rischio dimissioni, anche se sembra un’ipotesi lontana dal momento che i numeri ci sarebbero.

Il decreto scuola solo nella giornata di ieri ha incassato la fiducia alla Camera posta dal governo con 305 voti favorevoli, 221 contrari e 2 astenuti. Oggi la votazione finale, con la possibilità di chiudere l’iter entro domani allo scadere dei termini per la conversione del decreto.

Stiamo parlando del decreto 8 aprile 2020, n. 22, recante misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato che il 28 maggio è stato approvato dal Senato con 148 voti favorevoli e 87 contrari.

Oggi alla Camera si votano 188 ordini del giorno di cui 150 dell’opposizione. È l’opposizione tuttavia che ha fatto ostruzionismo e che si è opposta anche in modo decisivo all’approvazione della seduta fiume per concludere i lavori.

Edoardo Ziello, deputato della Lega ha così commentato: “Con la seduta fiume voi calpestate l’onore di quest’Aula”. Non solo, contestazioni si sono avute anche per l’interruzione di soli 40 minuti rispetto alle 3 ore previste per la sanificazione dell’Aula.

Nella votazione di oggi ciascun gruppo dovrà esprimersi su ciascun ordine intervenendo in merito. La discussione è ripresa e in corso.

Decreto scuola e concorso

Un elemento che sta facendo discutere del decreto scuola è il concorso straordinario con il quale si dovrebbero reclutare 32mila insegnanti precari dal prossimo anno scolastico.

Inizialmente la prova prevista era un questionario di 80 domande in 80 minuti sostituita da domande a risposta aperta a bando già pubblicato.

La prova non si dovrebbe più tenere ad agosto, ma nel corso dell’anno scolastico 2020/2021 e coloro che supereranno il concorso avranno un contratto con decorrenza dal 1° settembre 2020.

Da più parti è arrivata la richiesta di una prova per titoli e servizio (almeno 36 mesi di servizio) senza test, ma il Miur non ha ceduto.

Intanto è stato approvato l’emendamento che prevede la riapertura delle graduatorie di seconda e terza fascia, che diventano proviciali, cosa che il decreto scuola inizialmente non aveva previsto. A far discutere anche il rientro a settembre punto centrale e delicato della prossima Fase 3.

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