Ecco il Decreto Dignità di Di Maio: sanzioni a chi delocalizza e stretta sui contratti a termine

Il Decreto Dignità voluto da Luigi Di Maio approda in CdM: slitta la scadenza per lo spesometro, giro di vite per le pubblicità di giochi e scommesse.

Ecco il Decreto Dignità di Di Maio: sanzioni a chi delocalizza e stretta sui contratti a termine

Dovrebbe arrivare questa sera in Consiglio dei Ministri il Decreto Dignità, il pacchetto di misure fortemente voluto dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio e che in pratica sarà il primo atto politico del governo Conte.

Stralciata la parte relativa ai riders, nel merito si è aperto un tavolo di trattativa con le parti con la norma che potrebbe essere inserita in un secondo momento, l’ultima bozza del Decreto Dignità vede delle modifiche rispetto la prima stesura anche se l’impianto è rimasto sostanzialmente invariato.

I punti del Decreto Dignità

Come promesso il Decreto Dignità dovrebbe approdare, salvo sorprese, al Consiglio dei Ministri in programma questa sera. Nel preconsiglio, sono stati sciolti gli ultimi nodi relativi alle misure che saranno presenti nel testo.

Il preconsiglio dei ministri è oggi. Ma anche il consiglio dei ministri è stasera perché non c’è solo il decreto dignità da discutere, ma anche altri temi - ha spiegato Luigi Di Maio - il Decreto Dignità sarà un primo passo però io so benissimo che il nostro intervento non potrà prescindere dall’abbassamento del costo del lavoro e questo nella legge di bilancio ci sarà”.

Vediamo allora nel dettaglio quali saranno le principali novità di questo decreto che segnerà l’esordio in qualche maniera del governo Conte.

Fisco

  • Scadenza dello spesometro posticipato dal 30 settembre al 28 febbraio.
  • Pacchetto “fisco light” con ritocchi al redditometro.
  • Stop allo split payment per i professionisti.

Lavoro

  • Multe da 2 a 4 volte il beneficio ricevuto per le imprese che delocalizzano entro cinque anni dalla data di conclusione dell’iniziativa agevolata, con quanto beneficiato che dovrà essere restituito con interessi fino al 5%.
  • Non più di quattro proroghe per i contratti a tempo determinato con limite massimo non superiore ai 36 mesi.
  • Tornano le causali per i rinnovi dei contratti e per quelli oltre i 12 mesi. A ogni rinnovo i contratti avranno un costo contributivo dello 0,5% in più rispetto all’1,4% che già è a carico del datore di lavoro e che finanzia la Naspi.

Gioco d’azzardo

  • Stretta sulla pubblicità di giochi e scommesse contro l’azzardopatia.
  • Sanzioni del 5% con un valore minimo di 50mila euro.

Rispetto alla prima stesura, il testo definitivo ha dimezzato da 10 a 5 gli anni entro cui un’azienda può delocalizzare dopo aver ricevuto un beneficio senza incorrere a multe. Per quanto riguarda invece il gioco d’azzardo, sono salvi i contratti in essere e le lotterie a estrazione in differita, come la Lotteria Italia

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