Dazi, quali conseguenze per il mondo dello sport?

Francesco Nasato

24/04/2025

Le misure annunciate da Trump potrebbero avere riflessi anche di tipo sportivo, ma al momento il sentimento che sembra prevalere è quello dell’incertezza.

Dazi, quali conseguenze per il mondo dello sport?

Il mondo dello sport non è un universo a sè stante che non risente di quanto gli accade e succede intorno.

Una considerazione che torna di forte attualità anche rispetto alla questione dei dazi annunciati dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Al netto di quelle che saranno le decisioni finali che l’amministrazione americana prenderà su questo fronte è giusto sottolineare che sì, anche lo sport potrebbe essere impattato dalle conseguenze dei dazi americani imposti al resto del mondo.

Altrettanto doveroso però evidenziare come tra gli addetti ai lavori che si occupano delle correlazioni tra sport, finanza, economia e investimenti il sentimento che prevale sembra essere quello peggiore quando si è all’interno di certe tematiche e settori: l’incertezza.

Gli ottimisti: il mondo dello sport può far fronte ai dazi

Tra le voci che in mezzo a una situazione ancora poco chiara non sembrano vedere particolari situazioni critiche c’è quella del proprietario del Milan Gerry Cardinale. In alcune dichiarazioni rilasciate al Financial Times ha spiegato le ragioni del suo pensiero secondo cui il settore sportivo sarà in grado comunque di fronteggiare i dazi che dovessero essere confermati da parte dell’amministrazione americana: «È necessario guardare attraverso l’intera catena del valore per comprendere l’impatto di una guerra commerciale sui diversi segmenti dell’ecosistema sportivo. Il punto di pressione sarà innanzitutto sul consumatore. Nel segmento di fascia altissima, invece, penso che le persone che potevano permettersi quei prezzi premium prima dei dazi, potranno permetterseli anche dopo». Da considerare anche il fatto che i dazi si applicano sui dei beni fisici, mentre il mondo dello sport si regge soprattutto su contratti pluriennali che riguardano i diritti di trasmissione in diretta degli eventi, sponsorizzazioni e vendita dei biglietti per assistere dal vivo alle manifestazioni.

I pessimisti: «potenziale differenza tra vita e morte»

Non mancano però le opinioni che sembrano intravedere all’orizzonte uno scenario decisamente più complicato, soprattutto per gli stessi Stati Uniti. Tra di loro c’è Conrad Wiacek, responsabile dell’analisi presso GlobalData Sport, società specializzata nell’elaborazione di dati e creazione di report: «Ci saranno ripercussioni a valle sul settore delle sponsorizzazioni man mano che i dazi entreranno in vigore: l’impatto sui settori automobilistico e tecnologico sarà profondo e questo avrà a sua volta un impatto sui profitti e quindi probabilmente sulle spese di marketing e sponsorizzazione. Le aziende automobilistiche e tecnologiche con sede in Asia hanno una notevole esposizione negli Stati Uniti in termini di sponsorizzazioni e con l’aggravarsi dei dazi potrebbero rivalutare la necessità di avere una presenza di sponsorizzazione in quello che è un mercato per loro ostile».

L’Associazione europea delle sponsorizzazioni ha dichiarato a BBC Sport che sta «monitorando attentamente la situazione e che cercherà attivamente il parere della comunità delle sponsorizzazioni sportive. In qualità di organismo rappresentativo, risponderemo di conseguenza qualora si rivelasse un qualsiasi segno di un impatto negativo significativo sul settore». Ancora più netto il parere di Lynn Calder, a capo della Ineos Automotive, la casa automobilistica di proprietà dell’azionista di minoranza del Manchester United Sir Jim Ratcliffe, quando si parlava dell’impatto che i dazi statunitensi avrebbero avuto sull’azienda: «Potenzialmente possono fare la differenza tra la vita e la morte».

Gli Stati Uniti al centro dello sport mondiale

Allargando il discorso la questione dazi e le possibili conseguenze per il mondo dello sport arrivano in un momento in cui gli Stati Uniti si sono posizionati al centro dello sport mondiale. A livello internazionale leghe come l’NFL e l’NBA godono di un momento di espansione formidabile, Formula 1 e Moto GP si stanno ritagliando uno spazio sempre più significativo in un mercato che ha ancora enormi margini di sviluppo per entrambi i circus.

Per non parlare del calcio, con la prima edizione del nuovo Mondiale per Club voluto dalla Fifa che in estate sarà ospitato proprio dagli States, anticipo di quella che sarà la Coppa del Mondo dell’estate 2026, seppur in collaborazione con Messico e Canada. Entrambi i Paesi sono stati tra i primi sia a finire nel mirino delle misure di Trump sia a farsi sentire alla ricerca di un accordo che cerchi il più possibile di non scontentare nessuno.

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