Danimarca: tassi negativi spingono il mattone, ma ora è maxi-bolla. Il paese rischia il disastro economico

Situazione esplosiva in Danimarca: i tassi sottozero stanno provocando una pericolosa bolla immobiliare, dopo il caos dei subprime nel 2008. Un’intera popolazione rischia di finire sul lastrico

La situazione economica odierna della Danimarca è il classico esempio di come una politica monetaria ultra-espansiva - resa necessaria per mantenere la propria economia competitiva e/o per combattere il rischio di deflazione in una fase di rallentamento globale – possa generare distorsioni finanziarie tali da mettere in serio pericolo la futura stabilità dell’intero paese. Tutto ha avuto inizio nel luglio 2012, quando la banca centrale danese ha deciso di tagliare il tasso sui depositi fino a spingerlo su valori negativi.

In un simile contesto le banche sono chiaramente poco invogliate a parcheggiare denaro presso i forzieri della banca centrale, visto che non ottengono alcuna remunerazione e anzi sono costrette a pagare un interesse sul deposito. Misure del genere servono anche per evitare eccessivi afflussi di capitale nelle fasi di turbolenza dei mercati, quando gli investitori tendono a rifugiarsi in massa in asset denominati in valute rifugio (come la corona danese).

Nel primo bimestre del 2015 la banca centrale di Copenaghen ha dovuto tagliare più volte il tasso di riferimento sui depositi fino a portarlo a -0,75%, allo scopo di difendere il cambio fisso con l’euro (una corona troppo forte avrebbe un impatto devastante sulla competitività dei prodotti danesi esportati all’estero). Una manovra simile è stata adottata dalle banche centrali di altri “porti sicuri”, come ad esempio la Norvegia e la Svizzera. Ora anche la FED sembra stia pensando a questa soluzione per evitare un eccessivo rafforzamento del dollaro americano.

C’è poi chi, come la BCE, è stata costretta a portare il tasso sui depositi a -0,2% per favorire maggiore circolazione della moneta nell’Eurozona, in modo tale da far aumentare il tasso di inflazione schiacciato intorno allo zero e molto lontano dal target di medio periodo del 2%. Cosa è successo finora alla Danimarca con i tassi sui depositi sottozero? Le famiglie sono state invogliate ad accendere un mutuo, visti i costi nulli, ma così facendo è avvenuto sia un boom dell’indebitamento privato (oggi uno dei più alti al mondo) sia del mattone.

Altro che bolla immobiliare cinese: in Danimarca i prezzi delle case sono cresciuti fino al 60% in tre anni e ora rischiano di provocare lo scoppio di una maxi-bolla nel mattone, probabilmente anche più pericolosa di quella del 2008 quando il paese fu coinvolto nello scandalo dei mutui subprime. Il più grande fondo pensione danese (PFA), visti i tassi negativi, ha annunciato che investirà nel settore immobiliare nazionale 4 miliardi di corone danesi (pari a poco più di 530 milioni di euro). Tutto ciò è il risultato di una politica ultra-accomodante con tassi negativi: il rischio è quello di assistere a un clamoroso collasso economico-finanziario da qui ai prossimi mesi.

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