Da trader di rottami a re delle munizioni. La storia del gruppo che ha conquistato la NATO (e la Borsa)

Andrea Muratore

25/01/2026

Il fatturato del gruppo, guidato dal 33enne Michael Strnad, è stato di 5,2 miliardi nel 2024, con previsioni di superare i 6 nel 2025 a fine anno e i 7 nel 2026.

Da trader di rottami a re delle munizioni. La storia del gruppo che ha conquistato la NATO (e la Borsa)

31% di guadagno, azioni che salgono da 25 a 32,85 euro, fondi di peso come Artisan Partners, BlackRock e Al-Rayyan, emanazione della Qatar Investment Authority, che acquistano quote per 900 milioni di euro: Czeschoslovak Group (Csg) è sbarcato alla Borsa di Amsterdam venerdì e ha piazzato la più grande Ipo borsistica della storia di un gruppo della Difesa, oltre che la più grande di questo 2026 che a livello globale attenderà veri e propri titani come SpaceX, Anthropic e OpenAI.

Csg, guidata dal 33enne Michael Strnad, figlio del fondatore del gruppo Jaroslav Strnad, è diventata negli anni un colosso della produzione militare europea e soprattutto si trova a gestire un ruolo centrale come grande realizzatore di munizioni per armi leggere e artiglieria. La filiera delle munizioni è ad oggi una delle più critiche del piano ReArm Europe, e a Praga il gruppo guidato dagli Strnad, passati da trader di rottami ferrosi a costruttori di armamenti, ha da tempo colto la palla al balzo risultando un’azienda centrale, a partire dal ruolo critico per il sostegno all’Ucraina.

Csg è il motore che alimenta il piano a guida ceca con cui dal 2022 sono stati forniti centinaia di migliaia di colpi d’artiglieria all’Ucraina in guerra con la Federazione Russa. “Il progetto, sostenuto dall’Agenzia intergovernativa per la cooperazione di difesa (AMOS), si basa sulle aziende private ceche produttrici di armi che individuano le munizioni disponibili sul mercato globale e negoziano gli acquisti avvalendosi dei loro contatti di lunga data, mentre i singoli accordi sono poi finanziati quasi interamente da altri stati occidentali”, nota Balkan Insight, sottolineando che. “finora, l’iniziativa ha fornito 1,5 milioni di proiettili di artiglieria, finanziati da una coalizione di Stati disponibili, con Germania, Paesi Bassi e Belgio tra i maggiori donatori”. Strnad è diventato l’uomo più ricco del Paese e i profitti di Csg sono triplicati dal 2024 al 2025.

Il fatturato del gruppo è stato di 5,2 miliardi nel 2024, con previsioni di superare i 6 nel 2025 a fine anno e i 7 nel 2026. Circa il 40% delle entrate viene dall’Ucraina e il 50% dai partner Nato, che nel progetto di riarmo hanno avuto in Csg un attore affidabile. Se l’Europa può produrre sei volte l’artiglieria che produceva cinque anni fa è anche per le mosse del gruppo ceco, che negli anni scorsi ha anche concordato con lo United States Army la produzione di un impianto che realizzerà 36mila colpi al mese da 155 millimetri in Iowa e sta operando il trasferimento tecnologico alla stessa Ucraina, ove sta impiantando un’industria da 100mila colpi annui in vari impianti, espandibili a 300mila entro fine decennio. Inoltre, l’azienda ha anticipato i trend di consolidamento inter-europei e intra-occidentali: nel 2022 comprò la maggioranza dell’italiana Fiocchi Munizioni, basata in provincia di Lecco, e nel 2023 The Kinetic Group, azienda produttrice di munizioni statunitense, per 2,23 miliardi di dollari. In precedenza, erano stati conclusi accordi con la divisione europea di General Dynamics e con la francese Nexeter per operazioni congiunte per realizzare, rispettivamente, blindati e obici Caesar.

Da un lato, la corsa di Csg può stimolare l’Europa della Difesa. “Anche il produttore di carri armati franco-tedesco KNDS e l’azienda britannica di ingegneria metallurgica Doncasters Group si stanno preparando per le IPO”, nota il Financial Times. Dall’altro, c’è da capire quanto questa integrazione europea sarà ancora sostenuta dal vero motore del boom del gruppo di Praga: la continuità della Repubblica Ceca nello svolgere il ruolo di motore centroeuropeo dell’appoggio all’Ucraina e di “artigliere della democrazia” con il programma comunitario di assistenza a Kiev, che ha valorizzato il peso strategico di Csg e anche la sua centralità europea.

Nonostante le critiche al sostegno all’Ucraina durante la campagna elettorale, il neo-premier Andrej Babis, vincitore con il suo partito Azione dei Cittadini Insoddisfatti (ANO) del voto di ottobre, è stato aperto a proseguire il piano per aiutare l’Ucraina, chiedendo solo che il finanziamento pubblico ceco, pari al 2% del totale del programma coperto soprattutto da Olanda, Germania e Danimarca, possa venire meno. Ma col predecessore di Babis, Petr Fiala, la centralità negli appalti per Praga e i suoi contractor era data proprio dal ruolo politico propulsivo della Repubblica Ceca. Con gli Stati meno coinvolti ad acquistare armi per Kiev e più per sé stessi e con meno centralità politica di Babis, la benzina più forte per Csg potrebbe esser messa in discussione. Ma la quotazione permette una proiezione internazionale che mira a mettere al riparo il gruppo boemo da queste minacce. E per Strnad e i suoi ora la sfida sarà restare ad alti livelli nel mercato globale degli armamenti che ha nella dinamica azienda ceca un player in ascesa.