Cura Italia all’esame in Senato: i nodi da sciogliere

Il decreto Cura Italia sarà a breve esaminato dal Senato ma ci sono dubbi e perplessità circa le modalità di votazione e il numero di letture al testo. Molti i punti controversi, soprattutto riguardo gli aiuti alle partite Iva.

Cura Italia all'esame in Senato: i nodi da sciogliere

Il testo del Cura Italia con le misure salva-economia si avvicina all’esame in Senato, eppure i nodi da sciogliere sono ancora molti: il numero di emendamenti consentiti e di letture del testo e, soprattutto, come verrà effettuata la votazione.

Sappiamo che, per fronteggiare l’emergenza coronavirus, il Parlamento per il momento si riunisce un solo giorno a settimana, il mercoledì, anche se molti senatori e deputati - in primis Salvini e Meloni - chiedono che le Camere tornino in funzione e che venga riaperto il dibattito democratico sulle misure decise dal Governo. Al centro delle polemiche ci sono soprattutto gli aiuti per le imprese e i lavoratori a partita Iva, ritenuti insufficienti.

C’è chi chiede la convocazione del Parlamento permanente e chi, invece, propone la videoconferenza (Giuseppe Brescia, Presidente della Commissione Affari costituzionali).

Cura Italia, i nodi da sciogliere: bonus partite Iva

Fin dalla sua entrata in vigore, il nodo centrale e più discusso del decreto Cura Italia riguarda il bonus di 600 euro una tantum per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti. Questa misura economica, infatti, è stata giudicata inadeguata a fronteggiare la crisi e l’assenza di lavoro. Matteo Salvini in particolare ne chiede la revisione. La misura spetta anche ai lavoratori “stagionali”, ma i senatori chiedono di chiarire la nozione di stagionalità e i lavorati in essa compresi.

Equiparazione quarantena e malattia: serve maggiore chiarezza

Il Cura Italia equipara la quarantena alla malattia ordinaria ai fini della retribuzione, soluzione adottata per salvaguardare chi è risulta positivo al coronavirus e chi deve attenersi alla quarantena volontaria (anche in assenza di sintomi) per esempio perché venuto a contatto con un soggetto infetto o sospetto. Il Senato nei giorni scorsi ha dichiarato che sul punto serve più precisione, soprattutto per quanto riguarda il trattamento economico a carico dei datori di lavoro.

Decreto cura Italia, come si procederà alla votazione

La votazione in Parlamento del Cura Italia, oltre agli aspetti contenutistici, pone dei problemi anche dal punto di vista formale: ovvero come svolgere la votazione. Infatti al momento le Camere hanno operatività limitata per assicurare il rispetto delle misure di distanziamento sociale e prevenzione della COVID-19. Il dibattito sulla votazione si concentra su due ipotesi opposte:

  • optare per la videoconferenza;
  • convocazione permanente delle Camere (soluzione sostenuta in modo particolare da Giorgia Meloni).

Quello che è certo è che si dovrà trovare un modo per coniugare la necessità degli interventi urgenti del Governo e il principio di democraticità - assicurato dal Parlamento - su cui si fonda lo spirito della Repubblica italiana.

Letture di testo ed emendamenti: come bisogna procedere

Quante letture del testo e quanti emendamenti sono consentiti? Questi sono gli altri due punti da sciogliere. Se le letture fossero due, come avviene di norma, vorrebbe dire che dopo il Senato la Camera non potrebbe aggiungere nuovi emendamenti. Per tale ragione l’opposizione vuole fortemente tre letture, cosa che imporrebbe ritmi di lavoro più serrati ma che assicura la democraticità del procedimento.

Tutti questi “nodi” saranno sciolti - si spera - mercoledì 25 marzo, dato che, almeno per il momento, il Parlamento si riuscire un solo giorno a settimana, per l’appunto di mercoledì.

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