Crowdfunding, approvato nuovo regolamento UE: cosa cambia

6 ottobre 2020 - 18:07 |

L’Unione Europea ha approvato il nuovo regolamento sul crowdfunding nei Paesi membri. Ecco cosa succede ora.

Crowdfunding, approvato nuovo regolamento UE: cosa cambia

L’Unione Europa ha approvato l’insieme di norme che regolamentano il crowdfunding in tutti gli Stati membri, offrendo così finalmente un approccio paneuropeo alla raccolta online di capitale e rimovendo il problema della frammentarietà normativa di cui soffriva il mercato.

L’obiettivo del nuovo regolamento UE per il crowdfunding è sostenere il funzionamento delle piattaforme di crowdfunding nel mercato interno grazie a una sorta di “passaporto europeo” e promuovere il finanziamento delle imprese transfrontaliere fornendo quadro armonizzato di regole a livello dell’UE.

Crowdfunding, approvato regolamento UE

Il crowdfunding, nelle sue varie declinazioni, è uno strumento di finanziamento alternativo sempre più popolare per il mondo delle startup e delle PMI nelle fasi iniziali. Le piattaforme di crowdfunding diventano il mezzo grazie al quale le aziende con progetti di crescita e pubblico di investitori si incontrano e si dà slancio all’innovazione e all’imprenditoria.

L’ok dell’UE al nuovo regolamento è un passo in avanti importante per far sì che il crowdfunding diventi una delle principali fonti di finanziamento per il mercato delle startup e delle PMI in Europa da qui ai prossimi 10 anni. Un quadro giuridico più omogeneo ispirerà più fiducia agli imprenditori e agli investitori che vorranno utilizzare questa forma di finanziamento, e consentirà alle piattaforme di operare su scala paneuropea.

Il regolamento renderà più facile per le piattaforme attrarre ulteriori cofinanziamenti da parte dei finanziatori istituzionali, come il Fondo europeo per gli investimenti e le grandi banche.

Le novità

Le nuove regole approvate dall’Unione europea si applicano a tutti i fornitori di servizi di crowdfunding europei (ECSP). Tra le principali novità, l’innalzamento della soglia di emissione da 1 milione a 5 milioni di euro per un periodo di 12 mesi.

Agli investitori verrà fornito un documento con le informazioni chiave sugli investimenti (KIIS) redatto dalle startup che lanciano il progetto per ciascuna campagna di crowdfunding. I fornitori di servizi sono chiamati a fornire ai clienti informazioni chiare e trasparenti sui criteri con cui vengono selezionati i progetti proposti, e sui rischi e sugli oneri finanziari che potrebbero sostenere.

Alle autorità nazionali competenti vengono lasciati i compiti di concedere alle piattaforme le autorizzazioni e di vigilare sui servizi forniti a imprese con sede in un altro Paese. L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) si occuperà di facilitare e coordinare la cooperazione tra gli Stati membri.

Per il momento le criptovalute sono tenute fuori da questo regolamento: si prevede l’istituzione di un quadro giuridico separato.

Il testo è stato approvato e le norme troveranno applicazione pratica un anno dopo la pubblicazione della Gazzetta Ufficiale dell’UE.

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