Crowdfunding, Regolamento UE: nuovi scenari competitivi in Europa

La creazione di un mercato unico di capitali in Europa è una grande opportunità per le imprese europee e per gli investitori. Ecco come il Regolamento UE sul crowdinvesting apre a nuovi scenari competitivi per il settore.

Crowdfunding, Regolamento UE: nuovi scenari competitivi in Europa

La Commissione europea vuole utilizzare il crowdfunding come pilastro iniziale per la creazione di una vera Union Capital Markets in Europa. Con questo obiettivo è stata formulata la bozza di regolamento europeo sul crowdinvesting (ovvero equity e lending crowdfunding) che propone di creare un 29° regime per facilitare le operazioni cross-border dei portali europei.

La grande innovazione è rappresentata dal fatto che questa proposta prevede la creazione di una normativa europea attuabile indistintamente in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, diversamente da come avviene nei regolamenti europei che invece armonizzano le normative nazionali. Inoltre, la previsione di un 29° regime consentirebbe l’immediata attuazione della normativa europea, senza dover attendere i regolamenti attuativi dei singoli Stati.

Le innovazioni, al dire al vero, sono molte altre, anche rispetto al seppur valido quadro regolamentare italiano. Di seguito elenchiamo le principali.

Crowdinvesting

Importante soprattutto per il mercato italiano (in altri paesi quali Spagna e Francia, ad esempio, è già così) l’inclusione in unico quadro regolamentare delle attività di equity e lending crowdfunding. Inoltre l’attività deve essere prestata soltanto a imprese europee, escludendo quindi i finanziamenti alle persone.

Soglia di raccolta a € 8 milioni

Attualmente i paesi europei applicano a livello nazionale le esenzioni di pubblicazione del prospetto informativo nell’offerta di strumenti finanziari. Il nuovo regolamento europeo propone di adottare una soglia di 8 milioni di euro, così come recentemente introdotto anche dalla Consob in Italia (dove prima il limite massimo era di 5 milioni di euro).

Initial Coin Offerings

Un’altra importante innovazione, che tuttavia non ha ancora messo d’accordo tutti gli stakeholder europei, è la possibilità di introdurre le Initial Coin Offerings tra gli strumenti offerti dalle piattaforme. Pare logico utilizzare le piattaforme di crowdinvesting quali soggetti già regolamentati all’attività di collocamento, anche se è certamente opportuno limitarle ai Security Token Offerings.

Nel suo complesso la proposta di regolamento della Commissione è ben articolata e, grazie alle osservazioni e alla partecipazione degli stakeholder del mercato, sicuramente rappresenta un ottimo punto di partenza per l’armonizzazione del mercato dei capitali in Europa.

I gestori all’interno della loro attività dovranno adottare presidi atti a garantire la trasparenza e la verifica delle conoscenze in campo finanziario dell’investitore, oltre a consentire la simulazione della capacità di questi ultimi di sostenere le eventuali perdite.

Gli step della proposta

Attualmente la proposta è stata approvata con emendamenti dal Parlamento e sarà valutata dal Consiglio Europeo che potrà confermare la decisione del Parlamento e quindi adottare definitivamente il Regolamento oppure modificarlo e quindi ripassare la palla indietro.

Siamo convinti che sia un’ottima opportunità per le imprese europee, che troppo spesso hanno sofferto più che sfruttato l’Unione, soprattutto in temi legati alla finanza ed alla raccolta dei capitali. È auspicabile quindi perseguire la linea tracciata, per cercare di colmare il gap con Stati Uniti e Cina quando si tratta di raccogliere capitali da parte delle imprese.

Matteo Masserdotti, autore dell’articolo e amministratore delegato della piattaforma di equity crowdfunding 200crowd.com, ha collaborato con i rappresentanti italiani della commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo

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