Cristiano Ronaldo: la Juve ci perde o ci guadagna a venderlo?

Alessandro Cipolla

27 Agosto 2021 - 12:13

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Cristiano Ronaldo è sempre più vicino a dire addio alla Juventus: in caso di cessione i benefici per i bianconeri sembrerebbero essere maggiori rispetto agli aspetti negativi.

Cristiano Ronaldo: la Juve ci perde o ci guadagna a venderlo?

La storia d’amore tra Cristiano Ronaldo e la Juventus ormai sembrerebbe essere arrivata ai titoli di coda. Dopo tre anni e la vittoria di due Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, il portoghese è ormai con le valigie in mano.

La destinazione più probabile è quella di Manchester, sponda City, ma non è da escludere un inserimento in extremis del PSG visto che i parigini stanno per incassare un assegno da 170 milioni per la cessione di Kylian Mbappé al Real Madrid.

Attivissimo a riguardo è Jorge Mendes, il potente procuratore di Cristiano Ronaldo che dopo aver incontrato la dirigenza bianconera a Torino è ora indaffarato a chiudere questa operazione prima del gong della fine del calciomercato.

Ma per la Juventus sarebbe un bene o un male la cessione di Cristiano Ronaldo? Pesando i proverbiali pro e contro di questa separazione, la bilancia sembrerebbe pendere decisamente verso quelli che sarebbero gli aspetti positivi.

Cristiano Ronaldo: cosa conviene alla Juventus?

Con un anno d’anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto del 30 giugno 2022, le strade di Cristiano Ronaldo e della Juventus appaiono destinate a separarsi in questi ultimi giorni di calciomercato.

Del resto, di recente non si è mai parlato di un possibile rinnovo, così come la volontà del calciatore di cambiare aria appare evidente considerando anche l’iper-attivismo del suo manager Jorge Mendes che da tempo sta bussando alle porte dei principali top club europei.

La decisione di Henry Kane di restare al Tottenham e il passaggio sempre più vicino di Kylian Mbappé dal PSG al Real Madrid, rappresentano il miglior assist possibile alle speranze del portoghese di salutare Torino.

I pro

Senza l’asso lusitano, la Juventus dal punto di vista tecnico si ritroverebbe a dover fare a meno di un attaccante che, nelle ultime tre stagioni, ha garantito una media quasi 35 gol all’anno.

Da quando Cristiano Ronaldo è arrivato in bianconero, la Vecchia Signora inoltre avrebbe conquistato oltre 150 milioni di tifosi in più in tutto il mondo, con anche i follower social più che raddoppiati.

C’è poi l’impatto del marketing e dei tanti sponsor che si sono legati negli ultimi tempi alla Juve. Insomma, senza più Cristiano Ronaldo i bianconeri oltre che un formidabile realizzatore in campo, perderebbero anche molto di quell’appeal internazionale che di recente è stato conquistato.

I contro

Vista la conclamata volontà del giocatore di cambiare aria, trattenere obtorto collo Cristiano Ronaldo per un altro anno a Vinovo non sembrerebbe essere una scelta molto lungimirante.

CR7, che a febbraio compirà 37 anni, in questa stagione peserà sul bilancio della Juventus per 87 milioni. Tanti soldi in un periodo molto delicato per le casse della Vecchia Signora, tanto che il CdA ha appeno dato il suo via libera a un aumento di capitale da 400 milioni.

Riuscendo a cedere il portoghese per una cifra attorno ai 25 milioni, la Juve riuscirebbe così a evitare una minusvalenza da iscrivere a bilancio, liberandosi al tempo stesso del macigno dell’ingaggio dell’attaccante.

Dopo anni di bilanci in attivo, da quando Cristiano Ronaldo è arrivato a Torino la Juventus ha sempre chiuso in rosso: 40 milioni di perdite nella stagione 2018-2019, 90 milioni in quella 2019-2020 e almeno il doppio per quella che si è conclusa lo scorso 30 giugno.

L’indebitamento finanziario netto nonostante l’aumento di capitale, sarebbe così schizzato a 385 milioni, quasi il doppio rispetto al periodo pre-CR7. Conti alla mano, l’acquisto del portoshese ha senza dubbio appesantito i conti dei bianconeri, senza ottenere in cambio la vittoria dell’agognata Champions.

Vendere Cristiano Ronaldo inoltre permetterebbe alla Juve di avere il cash per lanciare l’assalto a un altro attaccante, magari molto più giovane, con cui costruire le basi di un nuovo progetto che non sarà più improntato sulla figura del più volte Pallone d’Oro.

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