A partire dal 4 maggio ci saranno novità anche per i concessionari e le officine auto e moto. Il nuovo DPCM firmato dal premier Conte lo scorso 26 aprile infatti permetterà la ripartenza di queste attività già da lunedì prossimo.

Tuttavia, si stanno moltiplicando gli interrogativi dei cittadini circa le modalità per usufruire dei servizi in questione. Dalla consegna delle autovetture alla visita ai saloni, vediamo cosa si potrà e non si potrà fare.

Vendita e riparazioni auto e moto dal 4 maggio: cosa cambia

Il prossimo 4 maggio sarà la data in cui inizierà la graduale uscita dell’Italia dall’emergenza coronavirus e quella ufficiale dell’ingresso nella Fase 2. Le misure restrittive verranno allentate progressivamente e molte imprese potranno ripartire. Tra queste rientrano anche i concessionari e le officine, che si occupano di “commercio all’ingrosso e al dettaglio” e di “riparazione di autoveicoli e motocicli” (codice ATECO 45).

Da lunedì prossimo, quindi, potranno riaprire in 157.700 secondo la ricerca condotta da Autosscout24 in collaborazione con lo Studio legale Morpurgo e Associati. Ciononostante, rimangono tanti dubbi sulla fruizione dei servizi erogati. Il Governo non ha ancora chiarito come ci si dovrà comportare in queste situazioni ma a breve dovrebbero essere aggiornate le F.A.Q. riguardanti il nuovo DPCM. Intanto cerchiamo di fare chiarezza su cosa è permesso e cosa no.

Fase 2: le cose da sapere per chi compra un’auto

Nella Fase 2 ci si potrà recare nei concessionari nei limiti del tragitto più breve e su appuntamento, solo all’interno della regione di appartenenza, muniti di autocertificazione e mantenendo la distanza di almeno 1 metro dalle altre persone. Lo scenario rimane realistico solo per chi ha ordinato e magari pagato un’auto prima del lockdown e non ha avuto modo di ritirare il veicolo. Lo spostamento infatti rientrerebbe tra le attività consentite in caso di necessità.

Anche l’attività di consegna delle autovetture a domicilio è autorizzata e non è stato imposto alcun divieto per i test-drive. Inoltre, visto che il trasporto delle merci è considerato un’esigenza lavorativa, queste potranno entrare e uscire dai confini delle regioni. Infine, per quanto riguarda i passaggi di proprietà, che sono consentiti, nel decreto Cura Italia viene stabilita la proroga al 31 ottobre 2020 della validità della ricevuta sostitutiva della carta di circolazione rilasciata dalle agenzie di pratiche auto.