Cos’è il semipresidenzialismo e perché in Italia non è possibile senza una riforma costituzionale

Giorgia Bonamoneta

2 Novembre 2021 - 18:28

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Che cos’è il semipresidenzialismo e perché tutti ne stanno parlando? I motivi del fascino sono storici, ma l’impossibilità al cambiamento è scritta nella Costituzione. Ecco cosa c’è da sapere.

Cos'è il semipresidenzialismo e perché in Italia non è possibile senza una riforma costituzionale

Il fascino della forma di governo basata sul semipresidenzialismo non è nuova in Italia. Da dopo Tangentopoli le destre spingono per cambiare l’assetto del nostro governo in questo senso. Ma che cos’è il semipresidenzialismo?

Se non è stato attuato un motivo c’è e anzi, a ogni tornata elettorale, sembra che diventi sempre più un’idea lontana. In questi giorni, con il mandato del Presidente Sergio Mattarella ormai agli sgoccioli, se ne torna però a parlare.

Il motivo è semplice: dopo Mattarella chi altro può rappresentare e sostenere l’Italia? Un solo nome emerge dal decadente panorama politico, cioè quello di Mario Draghi, attuale Presidente del Consiglio dei Ministri. Ma come mai non è possibile in Italia il “semipresidenzialismo”?

Semipresidenzialismo: che cos’è?

Si sente spesso parlare di semipresidenzialismo, ma che cosa vuol dire? Partiamo dal concetto di “forma di governo”. Una forma di governo indica il modo nel quale le funzioni fondamentali (legislativa, esecutiva, giudiziaria) vengono ripartite tra gli organi costituzionali e i rapporti che si instaurano tra questi.

Esistono diversi tipi di forme di governo, storiche o attuali. Facciamo un breve excursus per arrivare a descrivere il semipresidenzialismo. Sono esistite o esistono:

  • Monarchia costituzionale pura, quella dello Statuto Albertino. In questo caso sono due i centri di potere, il Re (con funzione esecutiva e giudiziaria) e il Parlamento (con funzione legislativa) ma sotto il controllo del Re;
  • Governo presidenziale, quella adottata dal 1787 dagli Stati Uniti d’America, per esempio. Il potere è diviso tra Presidente (esecutivo) e Parlamento (legislativo), che hanno legittimazione democratica diretta;
  • Governo semipresidenziale è il modello francese. Il Presidente viene eletto direttamente dal corpo elettorale. Il Capo di Stato ha dalla sua parte il Governo, quindi la maggioranza e risulta un vero e proprio “iper Presidente”;
  • Governo direttoriale, adottato per esempio in Svizzera. Accanto al Parlamento vi è un Direttorio eletto e non revocabile dal primo che svolge le funzioni di governo e Capo di Stato;
  • Governo assembleare, il Governo è un balia del Parlamento (che accentra tutte le funzioni);
  • Governo parlamentare (quella italiana). Il Governo è una derivazione della volontà del Parlamento e il Capo di Stato ha una funzione formale.

Semipresidenzialismo: perché si vuole questa forma di governo?

In Italia il dibattito sul semipresidenzialismo va avanti da tempo, almeno dagli anni post Tangentopoli. Il tema sembra essere particolarmente caro alla destra, sia in data storica che attuale: da Berlusconi a Meloni, fino all’ultima dichiarazione di Giorgietti.

Staccandoci dall’idea di modello di Governo, dobbiamo leggere tra righe cosa vorrebbe dire cambiare in questo modo il nostro sistema. Se le destre sono tanto interessate al semipresidenzialismo è perché sono ricche, prima di tutto, di personalità forti. La personalizzazione politica è ideale per un simile cambiamento, ma non è altrettanto ben vista da tutti.

Alcuni esperti parlano di “spettro del fascismo” per spiegare il motivo di una così difficile presa sul pubblico di tale modello. Dopo l’esito dei ballottaggi e delle amministrative 2021 forse neanche più la destra è tanto propensa a questo passo.

Dall’altra parte Giancarlo Giorgetti (Lega) si è espresso in merito alla promozione di Mario Draghi a Presidente della Repubblica con queste parole:

Draghi potrebbe guidare il convoglio anche da fuori. Sarebbe un semipresidenzialismo de facto, in cui il presidente della Repubblica allarga le sue funzioni approfittando di una politica debole

Il semipresidenzialismo ha bisogno di una riforma costituzionale

La nostra forma di Governo non può cambiare senza fare modifiche alla Costituzione. Infatti la Costituzione italiana sancisce un “divieto espresso di modificare la forma di Governo repubblicana”. In caso di un cambiamento, andrebbe riscritta l’intera Costituzione.

Per questo in molti commentando le parole di Giorgetti con preoccupazione. Il Presidente in una forma di Governo presidenziale viene eletto e non scelto dal Parlamento come sembra aver sottinteso il leghista.

I commenti contro Giorgetti e a tutela della Costituzione non si fanno attendere, in particolar modo dal Movimento 5 Stelle. Nel frattempo la scelta del futuro Capo di Stato rimane in stallo e viene rimandata la discussione direttamente a gennaio-febbraio.

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