Cos’è la Proof Of Work (PoW) e Proof Of Stake (PoS)? Funzionamento e differenze

Cos’è la Proof of Work e che differenze ci sono con la Proof of Stake.

Cos'è la Proof Of Work (PoW) e Proof Of Stake (PoS)? Funzionamento e differenze

Chi si interessa del mondo delle criptovalute deve, almeno in parte, avere un’idea di come funzionano le monete virtuali. Spesso nel settore ci si imbatte nei termini Proof of Work (PoW) e Proof of Stake (PoS), particolarmente difficili da comprendere per chi si sta affacciando ora al mondo delle crypto.

Sia la PoW che la PoS necessitano l’utilizzo di algoritmi informatici responsabili del grande successo di criptovalute come Ethereum e Bitcoin. Questi algoritmi vengono utilizzati per arrivare a ciò che viene definito nel mondo delle criptovalute come “consenso distribuito” (“distributed consensus”, in inglese).

Analizziamo quali differenze intercorrono tra Proof of Stake e Proof of Work e che il funzionamento che c’è dietro.

Cos’è la Proof Of Work (PoW)

La Proof of Work, o PoW, è un algoritmo che viene utilizzato da diverse criptovalute - come Bitcoin, Ethereum, Litecoin - per raggiungere un accordo decentralizzato tra diversi nodi nel processo di aggiunta di un blocco specifico alla blockchain.

Hashcash (SHA-256) è la funzione Proof of Work utilizzata dal Bitcoin. La criptovaluta obbliga i miners a risolvere dei problemi matematici estremamente complessi e computazionalmente difficili per poter aggiungere blocchi alla blockchain. Tale funzione produce un tipo di dati molto specifici che vengono utilizzati per verificare che sia stata eseguita una notevole quantità di lavoro - da qui il termine Proof of Work, in italiano “prova di lavoro”.

Possiamo guardare alla Proof of Work come un lungo tentativo che alla fine produce un singolo pezzo di dati che si adatta all’interno del protocollo Bitcoin. Questo processo richiede molto tempo ed energia, ma i miners sono ampiamente ricompensati.

Cos’è la Proof Of Stake (PoS)

La Proof of Stake costituisce un metodo alternativo, un modo attraverso cui i nodi raggiungono un consenso. E’ stato proposto per la prima volta da un utente del forum Bitcointalk nel 2012 perché il PoW richiedeva troppa elettricità ed energia.

Molti studi oggi paragonano il costo dell’elettricità per la gestione e il funzionamento di un network Proof of Work come quello Bitcoin a quello di alimentazione di milioni di case negli Stati Uniti. La Proof of Stake, invece, utilizza molta meno energia ed è quindi molto più ecologica e user friendly della Proof of Work.

Nel modello di consenso Proof of Srake, il numero di token di valuta digitale detenuti da ciascun utente, è una questione importante all’interno del sistema. Più grande è la partecipazione (“stake”), ovvero la quantità di token posseduti da un utente, maggiori sono le probabilità che non si stia violando il sistema. Ancora, più un individuo è esposto ad una criptovaluta, più è probabile che questi si comporti in modo ottimale.

I blocchi della Proof of Stake, a differenza dei blocchi della Proof of Work, non vengono estratti, ma coniati. I partecipanti che possiedono una partecipazione significativa nei sistemi Proof of Stake vengono selezionati su base pseudocasuale per coniare i blocchi e aggiungerli alla blockchain.
Il processo di selezione pseudocasuale entra in funzione dopo che il sistema ha analizzato diversi fattori al fine di garantire che siano selezionati solo gli individui con una quota maggiore, ma anche altri con una stake inferiore.

La Proof of Stake viene applicata generalmente alle criptovalute pre-minate, così da consentire all’utente di accedervi attraverso la partecipazione. Ciò significa che l’offerta complessiva delle criptovalute Proof of Stake viene fissata sin dall’inizio e che non vi è alcun premio per la creazione dei blocchi, come avviene invece nella Proof of Work. L’unico incentivo per i miners in questo sistema è rappresentato dalle commissioni di transazione associate allo specifico blocco coniato.

PoW contro PoS: le differenze

Sia la Proof of Stake che la Proof of work possiedono i loro punti di forza e di debolezza. Vi è una serie di alternative a queste due metodologie, informatici e specialisti lavorano ogni giorno per trovare soluzioni nuove ed efficienti per raggiungere il consenso sulla blockchain.
La Proof of Stake può essere considerato il metodo di consenso più rispettoso dell’ambiente e più economico, ma presenta una serie di inconvenienti che, al momento, il team di Ethereum sta tentando di risolvere.

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