Coronavirus, il virologo: c’è una protezione più potente del vaccino (ed esiste già)

Il direttore del CDC americano rivela che la mascherina può proteggerci più del vaccino, che è efficace al 70%.

Coronavirus, il virologo: c'è una protezione più potente del vaccino (ed esiste già)

Contro il coronavirus c’è un’arma di difesa ancora più efficace del vaccino. Parola di Robert Redfield, virologo e direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitensi (CDC).

Secondo l’esperto, l’uso della mascherina potrebbe essere più efficace nel limitare la diffusione del virus rispetto al vaccino. Durante un’audizione di una sottocommissione per gli stanziamenti del Senato, Redfield ha definito le mascherine la nostra migliore protezione contro il Covid-19.

Il direttore dei CDC, che sono un importante organismo di controllo della saluta pubblica negli Stati Uniti e nel mondo, ha detto che mentre esiste il 30% del rischio che il vaccino anti Covid non generi una risposta immunitaria, chi indossa la mascherina riceve un livello di protezione molto alto.

Vaccino: contro il coronavirus è più efficace la mascherina

“Le mascherine sono il più potente e importante strumento di salute pubblica che abbiamo”, ha detto Redfield, “Continuerò a fare appello a tutti gli americani, a tutte le persone che vivono nel nostro Paese, affinché le indossino. Porteremmo la pandemia sotto controllo, abbiamo chiare prove scientifiche che funzionano”.

E aggiunge: “Potrei anche arrivare a dirvi che la mascherina è più sicura nel proteggermi contro il coronavirus rispetto al vaccino poiché l’immunogenicità può essere del 70% e se non ottengo una risposta il vaccino non mi proteggerà, mentre la mascherina sì”.

Trump non è d’accordo

Trump ha controbattuto ai commenti di Redfield, giudicandoli sbagliati e dicendo che era “confuso” o “male informato”, anche se il direttore del CDC è un virologo con decenni di esperienza. “Spero che il vaccino sia molto più efficace delle mascherine”, ha detto Trump ai giornalisti. Intanto Trump sta spingendo affinché un vaccino venga approvato prima delle elezioni del 3 novembre visto che il suo mandato scricchiola sotto il peso dell’emergenza sanitaria. Al momento, comunque, ci sono poche possibilità che gli studi clinici vengano completati entro l’election day.

In Italia le prime 2-3- milioni di dosi di vaccino anti Covid di Oxford e AstraZeneca dovrebbero arrivare entro la fine di novembre, se la sperimentazione procederà positivamente, ha detto il presidente di Irbm di Pomezia che collabora alla messa a punto del farmaco.

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