Coronavirus, l’ultima profezia di Bill Gates: “Ecco quanto durerà”

Bill Gates torna a parlare del coronavirus e lancia l’ennesima profezia: “La crisi durerà molto meno del previsto”.

L’ultima profezia di Bill Gates sul coronavirus: “La crisi durerà meno di quanto pensiate” e se lo dice lui c’è da credergli. Un’altra previsione del co-fondatore di Microsoft aveva fatto il giro del mondo qualche giorno fa.

Nel suo discorso risalente al 2018 parlava di un nuovo virus che avrebbe potuto uccidere oltre 30 milioni di persone in sei mesi. E a vedere i numeri dei contagiati e dei morti a causa della COVID-19 è normale fare il paragone.

Ieri è intervenuto in una sessione di Ask Me Anything su Reddit ed è tornato a parlare del virus, rassicurando gli utenti sul fatto che con misure adeguate la crisi verrà superata al più presto.

Coronavirus, l’ultima profezia di Bill Gates: “Presto fuori dalla crisi”

Dopo aver annunciato l’addio al CdA di Microsoft e alla Berkshire Hathaway per concentrarsi sulla sua Bill and Melinda Gates Foundation, Bill Gates ha partecipato a una sessione di “Ask Me Anything” sul social Reddit. Gli utenti come era lecito aspettarsi lo hanno bombardato di domande sul coronavirus.

Era stato proprio lui due anni a lanciare una profezia durante la conferenza annuale sui programmi educativi della Massachusetts Medical Society a Boston. Nel suo discorso aveva parlato di un potente virus che in poco tempo avrebbe portato alla morte di 30 milioni di persone.

Dobbiamo rimanere calmi”, ha esordito riguardo l’emergenza coronavirus e poi ha continuato: “Siamo di fronte a una situazione inedita”. Gates ha poi cercato di far permeare un po’ di ottimismo con un’altra profezia, l’ultima di una lunga lista, ribadendo come con la corretta applicazione delle misure restrittive si uscirà dalla crisi in tempi brevi.

Bill Gates: “Coronavirus? In 10 settimane si torna alla normalità”

Uno degli utenti di Reddit ha chiesto al miliardario, tra le altre cose, anche un commento sul resoconto riportato dal New York Times dove si prospettavano 2 milioni di morti negli Stati Uniti. Questa la sua risposta:

“Fortunatamente sembra che i parametri utilizzati in quel modello fossero troppo pessimistici. L’esperienza cinese ci ha lasciato i dati più critici. Hanno imposto il lockdown e sono riusciti a ridurre il numero dei casi. Al momento stanno facendo dei test per capire se l’epidemia possa ripartire ma i casi non sono molti. Hanno scongiurato un numero di infetti ben maggiore. Il modello citato non corrisponde a quanto successo in Cina”.

Poi ha parlato delle misure utili a far sì che si possa tornare presto alla normalità. Tra queste “fare tamponi alle persone” e implementare “misure restrittive efficaci” per evitare “assembramenti” e di conseguenza rallentare “la diffusione del virus”. Solo così “nel giro di 6-10 settimane ” potranno esserci molti meno casi e “si potrà ripartire”.

Infine, sull’impatto economico della pandemia, ha sottolineato come “i Paesi più ricchi saranno i più colpiti” e come invece i Paesi in via di svilupponon potranno attuare misure stringenti allo stesso modo” considerando anche che le strutture ospedalierenon sono altrettanto capaci di gestire un’emergenza del genere”.

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