Coronavirus: quando e come finirà la pandemia?

Quanto durerà il coronavirus in Italia e nel mondo? I contagi rallenteranno in estate o torneranno in autunno? Cosa sappiamo ad oggi sulla durata e la (possibile) fine della pandemia.

Coronavirus: quando e come finirà la pandemia?

Mentre i casi di coronavirus nel mondo hanno superato il milione ci si chiede quanto durerà la pandemia e quando (e come), finalmente, riusciremo a vedere la fine di tutto questo.

È vero, come hanno detto alcuni, che il virus sparirà con l’arrivo del caldo? O dovremo aspettare il vaccino per dire addio al virus?

Ad oggi è non possiamo dire per certo quanto durerà il coronavirus, se finirà tra poche settimane, mesi, anni oppure mai, ma quello che è sotto gli occhi di tutti è che la sua marcia globale sembra ormai inarrestabile.

Il coronavirus finirà con l’immunità di gregge

Gli esperti concordano sul fatto che la pandemia si concluderà quando si raggiungerà la cosiddetta immunità di gregge. Questa si verifica quando un numero abbastanza ampio di persone in una comunità è così esposto a un agente patogeno che diventa protetto e abbatte il tasso di mortalità.

Esistono due strade per arrivare a questo obiettivo. La prima è la scoperta di un vaccino sicuro ed efficace distribuito a più persone possibile nel mondo; la seconda è far sì che gran parte della popolazione contragga il virus e sviluppi immunoresistenza. Il problema, in questo caso, è che ancora non si sa quanto tempo occorre per raggiungere la soglia necessaria per essere immuni al nuovo coronavirus. Senza misure restrittive e blocchi il processo sarebbe più veloce, ma comporterebbe un alto costo sanitario.

Diversi studi ipotizzano che il numero vero dei contagiati sia molto più alto rispetto ai casi ufficiali; se questo fosse vero, vuol dire che i paesi sono più vicini all’immunità di gregge di quanto pensiamo.

Quando finirà l’emergenza: le 3 fasi

Molti paesi, tra cui l’Italia, hanno elaborato una tabella di marcia per tracciare la possibile evoluzione del virus e la fine del lockdown. Al momento siamo nella fase 1; la fase 2, che andrà da dopo il 13 aprile a metà maggio, sarà quel periodo intermedio di “convivenza col virus”, in cui alcune attività commerciali e industriali ripartiranno mantenendo alcune restrizioni anti-contagio.

Seguirà poi una fase 3, quella in cui si tornerà alla normalità e potremo dire di essere usciti dall’emergenza. Questa fase coinciderà probabilmente con la riapertura di locali, discoteche e stadi. Se saremo fortunati il coronavirus potrebbe svanire con l’estate, ma ad oggi non si sa con certezza se il clima ha un ruolo e se il virus sarà stagionale. Alcuni esperti hanno suggerito che c’è il rischio di una nuova ondata di contagi in autunno, in concomitanza con il calo delle temperature e l’aumento dei malanni stagionali, e che potrebbe essere anche più violenta. Ecco perché è stata proposta la vaccinazione anti-influenza obbligatoria per i soggetti a rischio dal prossimo autunno.

Coronavirus: come finirà? Due scenari

A prescindere dalla durata dell’epidemia, sarà cruciale trovare soluzioni per minimizzarne gli effetti. La diffusione del virus nel mondo sta infatti mettendo in ginocchio interi settori produttivi e a rischio posti di lavoro. Urge quindi fermarlo prima che comporti la recessione dell’economia mondiale e una radicale trasformazione della società.

L’esperto di salute globale Jonathan D. Quick, storico collaboratore dell’OMS e autore di un libro intitolato “La fine delle epidemie: La minaccia incombente per l’umanità e come fermarla”, ha avanzato due possibilità.

1) Nella migliore delle ipotesi i focolai scoppiati nei vari paesi si estingueranno grazie alle misure di controllo e contenimento prese da tutti gli Stati.

2) Nella peggiore delle ipotesi l’epidemia diventerà globale fino a diventare endemica, il che significa che circolerà in modo permanente nella popolazione.

Molti esperti sostengono che il virus di COVID-19 diventerà endemico, andandosi a unire agli altri 4 coronavirus esistenti che causano raffreddori lievi, febbre e sintomi influenzali.

Anche Quick ritiene che sia più probabile il secondo scenario. “Il virus si è diffuso in modo silenzioso in 6 continenti con catene di trasmissione da persona a persona anche fuori dalla Cina, e la diffusione si è accelerata nell’ultima settimana. Se diventa una pandemia le domande sono due: quanto sarà grave e quanto durerà? Il tasso di mortalità è del 3% circa, molto superiore a quello dell’influenza stagionale. Ci sono ancora molte incognite. Ad esempio, potremmo aver sottovalutato il periodo di incubazione e il modo in cui il virus si diffonde”.

Coronavirus e meteo: finirà con l’arrivo del caldo?

Alcuni virus, come quelli che causano l’influenza, sono stagionali. Ad esempio, l’influenza stagionale che in Italia inizia in autunno e raggiunge il suo picco tra gennaio e febbraio leva le tende tra marzo e aprile, con l’inizio della primavera.

Anche questo coronavirus si placherà con l’arrivo della bella stagione? La prospettiva che l’estate e il caldo possano evitare lo scoppio di una pandemia è allettante, ma è ancora troppo presto per prevedere come SARS-COV-2 risponderà ai cambiamenti climatici.

Per comprendere meglio il corso del nuovo coronavirus da qui ai prossimi mesi gli scienziati stanno studiando il comportamento dei virus “fratelli” come SARS e MERS. L’epidemia di SARS, che ha iniziato a diffondersi a metà novembre 2002, è durata fino a luglio 2003, per poi sparire sempre più velocemente. Questo dato suggerisce che il virus potrebbe essere scomparso grazie al clima più caldo, anche perché, lo ricordiamo, ad oggi non esiste un vaccino contro la SARS, né un trattamento farmacologico specifico per curarla. Se dovesse comportarsi in maniera simile al virus della SARS, il nuovo coronavirus potrebbe durare 1 anno.

Per quanto riguarda la MERS, iniziata a settembre 2012 in Arabia Saudita dove le temperature sono in genere molto elevate, non sembra esserci una correlazione con la stagionalità. L’epidemia infatti non è mai stata davvero contenuta e occasionalmente vengono segnalati nuovi casi in Medio Oriente.

L’epidemia si fermerà solo con il vaccino?

Ad oggi non esiste ancora un rimedio efficace o un vaccino contro il nuovo coronavirus: i pazienti guariscono spontaneamente o grazie a terapie di supporto. “Se poniamo tutte le nostre speranze nel vaccino siamo nei guai”, ha detto il prof. Jason Schwartz della Yeale School of Public Health. I tempi per la messa a punto e in commercio di un vaccino, infatti, sono lunghi: occorre in genere almeno 1 anno/1 anno e mezzo. Secondo lui, “se non avessimo messo da parte il programma di ricerca sui vaccini per la SARS oggi avremmo avuto più armi per affrontare il nuovo coronavirus”.

La comunità scientifica sta facendo grossi sforzi nello sviluppo del vaccino e la sua commercializzazione in tempi brevi. La compagnia farmaceutica americana Moderna ha sviluppato un vaccino contro il Covid 19 pronto per i test sull’uomo che dovrebbero iniziare ad aprile, ma gli scienziati israeliani del MIGAL potrebbero essere ancora più vicini al vaccino. Stando a quanto riferito dal ministro della Scienza, Tecnologia e Spazio Ofir Akunis, il vaccino sviluppato in Isreale, che non si somministrerà per via endovenosa ma per bocca, potrebbe ottenere l’approvazione entro 3 mesi.

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