Coronavirus, il problema dei giovani: solo 1 su 2 rispetta le misure restrittive

Coronavirus e giovani: da una ricerca emerge che i giovani italiani reputano giuste le misure di sicurezza, ma solo la metà le rispetta davvero.

Coronavirus, il problema dei giovani: solo 1 su 2 rispetta le misure restrittive

Il coronavirus e le conseguenti misure di contenimento stanno mettendo tutti a dura prova. In questa fase di quarantena, ognuno di noi è tenuto a rispettare le limitazioni imposte dal decreto Io Resto a Casa ed evitare gli spostamenti non necessari.

Ma cosa ne pensano i giovani dei limiti imposti dal Governo? Come stanno affrontando l’emergenza coronavirus nel quotidiano? Laboratorio Adolescenza ha condotto un’indagine su un campione di 2500 giovani in tutta Italia per poter monitorare il loro vissuto rispetto all’emergenza Covid-19. È emerso che la maggior parte degli intervistati si mostra concorde con le misure di sicurezza adottate dal governo, eppure quasi il 50% di essi non le segue davvero.

Coronavirus: la metà dei giovani non rispetta le misure di sicurezza

In questi giorni di emergenza, le misure di contenimento del Covid-19 stanno avendo un impatto sulla vita quotidiana di tutti i cittadini. Laboratorio Adolescenza ha proposto un’iniziativa che si propone come una specie di canale comunicativo con gli adolescenti. Sul sito ufficiale dell’associazione è stato pubblicato un breve questionario online con lo scopo di monitorare il vissuto di giovani e giovanissimi in Italia per quanto riguarda l’emergenza coronavirus.

La somministrazione del questionario è partita da Milano per estendersi poi in tutta Italia. In poco più di 24 ore si sono raggiunte 2500 adesioni. Dall’indagine emerge che circa l’86% dei ragazzi sottoposti al questionario trova giuste e necessarie le misure di sicurezza imposte dal Governo e dal Ministero della Salute, eppure solo il 47% del campione dichiara di rispettarle a pieno. Le abitudini di vita sono cambiate molto per il 44,7% dei giovani, mentre per il 41% solo in parte.

Per quanto riguarda i rapporti sociali, il 23% del campione dichiara di soffrire per aver dovuto sospendere le relazioni dirette con gli amici, ma il 68,2% afferma di aver ovviato al problema grazie all’uso dei social. Sul livello di preoccupazione, il dato mette in luce che in generale tutti ne soffrono molto: il 50% del campione infatti si dice abbastanza preoccupato, il 14% molto preoccupato, mentre il 35% ne risente poco o per nulla.

Coronavirus: l’impatto psicologico sulla popolazione

Le misure di sicurezza imposte dalla quarantena Covid-19 non hanno un impatto solo sul piano economico, ma anche sulla sfera personale. Restare chiusi in casa per giorni del resto può portare allo sviluppo di disturbi psicologici e questo potrebbe riflettersi maggiormente sulla vita degli adolescenti.

Maurizio Tucci, Presidente di Laboratorio Adolescenza, rivela ad Ansa il suo timore: “Siamo di fronte a un’emergenza che non ha precedenti recenti in Italia, con il rischio che l’emergenza sanitaria possa trasformarsi anche in emergenza sociale. E a fare le spese maggiori dell’emergenza sociale rischiano di essere proprio gli adolescenti per i quali la socialità è l’essenza della vita”.

L’impatto sulla sfera sociale e sulla salute mentale della quarantena non sono da prendere sottogamba. Lo studio “The psychological impact of quarantine and how to reduce it: rapid review of the evidence”, finanziato dal King’s College London, ha rilevato per esempio l’impatto della quarantena da epidemie sulla psiche delle persone, riportando i dati di 24 studi condotti in 10 Paesi diversi. I ricercatori hanno rilevato che i disturbi emersi maggiormente sono: “sintomi di stress post-traumatico, depressione, sentimenti di rabbia e paura e abuso di sostanze”.

Cosa può allora aiutare per fronteggiare la quarantena forzata? Armando Toscano, psicologo sociale esperto di dinamiche di comunità e di integrazione, consiglia: “approfittiamone per recuperare contatti più autentici con i nostri legami, amici e parenti, per risolvere conti in sospeso, per lasciarci raggiungere dalle cose da cui di solito scappiamo. E poi studiamo: vanno bene l’evasione e le serie tv, ma sappiamo anche per esempio che il tema della formazione professionale è sempre in grande affanno. Perché non approfittarne, fare un corso online, e uscire da questo momento con più competenze e più forti di prima?”.

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