Coronavirus: i genitori divorziati possono uscire dal Comune per vedere i figli

Nessuna limitazione per i genitori divorziati o separati che devono uscire per prendere o vedere i figli che abitano dall’ex, anche fuori dal Comune di residenza. L’emergenza coronavirus non ostacola il diritto alla bigenitorialità.

Coronavirus: i genitori divorziati possono uscire dal Comune per vedere i figli

L’obbligo di restare in casa se non per motivi urgenti di lavoro, salute e necessità, potrebbe impedire ad un genitore di vedere i figli che abitano con l’ex dopo la separazione o il divorzio. Chiariamo subito che, come hanno ribadito le Autorità, non vi è alcun divieto di uscire in macchina o con i mezzi pubblici per prendere i figli o passare del tempo con loro a casa dell’altro genitore. Serve però l’autocertificazione in cui si dichiara che il motivo dello spostamento è una “causa di necessità”. Nessun divieto anche se per raggiunge i figli bisogna andare in un altro Comune.

Anche durante l’emergenza sanitaria, entrambi i genitori mantengono il diritto di passare del tempo con i propri figli, nei modi e nei tempi concordati tra le parti o stabiliti dal giudice. Gli incontri, naturalmente, non devono in alcun modo mettere a rischio la salute dei minori e dell’ex.

“Posso uscire di casa per vedere i miei figli?”: i dubbi dei genitori divorziati

Il coronavirus non deve in alcun modo limitare il diritto dei genitori divorziati o separati di trascorrere del tempo con i figli che convivono con l’altro genitore. Infatti il decreto ministeriale ammette gli spostamenti per andare a prendere i figli a casa dell’ex e portarli a casa propria per uno o due giorni. Per farlo non ci sono limitazioni: si può anche uscire dal Comune di residenza e andare in un’altra Regione, basta che in caso di controlli da parte della Polizia venga compilata l’autocertificazione dove si dichiara il motivo dello spostamento.

Nessuna limitazione, quindi, a meno che il viaggio o lo stato di salute del genitore possano mettere a rischio la salute dei minori. Anzi, considerando la chiusura delle scuola di ogni ordine e grado fino al 13 aprile (salvo proroghe) in questo periodo più che mai è necessario rafforzare la collaborazione tra genitori.

“Il mio ex non vuole che veda i bambini per paura del coronavirus”: che fare?

È capitato che alcuni genitori abbiamo approfittato, o possano farlo, della paura del virus per impedire all’altro di vedere e passare del tempo con i figli. Questo è un comportamento illecito, anche nel corso dell’emergenza sanitaria. Infatti, a meno che non si abbiamo validi e concreti dubbi che l’ex coniuge sia un soggetto a rischio, non si può limitare il diritto di visita stabilito dal giudice o concordato al momento del divorzio/separazione. Va da sé che molto è lasciato al buon senso dei genitori. Quindi limitare la visita è giustificabile solo se l’ex presenta sintomi influenzali tipici del coronavirus o ha amici o parenti positivi.

Vietato anche scappare all’estero con la scusa di portare i bambini lontano dalle zone a rischio. Anche in questo caso si tratta di un comportamento che viola il diritto alla bigenitorialità, di cui si dovrà rispondere in tribunale.

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