Coronavirus a casa del Papa: positivo un alto prelato

Il coronavirus è arrivato fino alla residenza di Papa Francesco. Un alto prelato che abita a Casa Santa Marta è risultato positivo. Il pontefice è stato sottoposto a tampone.

Coronavirus a casa del Papa: positivo un alto prelato

Il coronavirus arriva fino a Casa Santa Marta, la residenza di Papa Francesco. È risultato positivo al virus un alto prelato della sezione italiana della Segreteria di Stato vaticana. Il monsignore è uno stretto collaboratore del Papa e viveva in Casa Santa Marta, dove risiede anche il pontefice fin dal momento della sua elezione.

Papa Bergoglio è stato subito sottoposto a tampone, così come gli altri ospiti della struttura. Adesso nella residenza sono scattate tutte le misure di sicurezza per sanificare gli ambienti comuni. Il Papa, nel frattempo è circondato da un cordone anti-contagio e vive in sostanziale isolamento.

Salgono a cinque così i contagiati da COVID-19 in Vaticano. Ma questo caso è il primo riscontrato nella residenza dove il pontefice abita. Il Vaticano inoltre ha indetto misure straordinarie per evitare ulteriori contagi da coronavirus.

Alto prelato positivo al coronavirus: Papa Francesco in isolamento

L’altro prelato positivo al coronavirus, originario della provincia di Mantova, è stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma. Le sue condizioni al momento non destano preoccupazioni. Salgono così a cinque i positivi al coronavirus in Vaticano. Il primo era stato accertato dal Fondo di Assistenza Sanitaria, l’ambulatorio della Santa Sede. Si tratta di un monsignore giunto da Bergamo per sottoporsi alle consuete visite mediche in previsione dell’assunzione.

Positivi al COVID-19 altri tre dipendenti: un impiegato dell’Ufficio Merci e due dei Musei Vaticani. La Sala Stampa della Santa Sede ha voluto precisare che queste quattro persone erano state messe in isolamento in via precauzionale ancor prima che i tamponi risultassero positivi. Il loro isolamento ormai prosegue da oltre 14 giorni.

Nel frattempo, a Casa Santa Marta sono partite le misure per la sanificazione degli ambienti e la tutela del personale. Papa Bergoglio in realtà vive già da giorni in un sostanziale isolamento, riducendo gli incontri pubblici al minimo. Consuma persino i pasti da solo nella sua stanza, evitando la mensa comune. Trascorre la maggior parte del tempo nel suo appartamento, e quando si muove dentro la residenza adotta le dovute distanze di sicurezza. Per il momento, non è stata considerata la possibilità di un trasloco temporaneo di Papa Francesco in un luogo più isolato. Bergoglio infatti continua a lavorare e a incontrare persone, evitando però contatti diretti con gli ospiti.

Vaticano e coronavirus: le misure straordinarie

Il Vaticano ha predisposto misure straordinarie per fronteggiare il rischio di diffusione del coronavirus. La Santa Sede ha deliberato che i dicasteri e gli enti ad essi collegati non devono sospendere le loro attività. I responsabili dei dicasteri devono continuare ad assicurare i servizi essenziali alla Chiesa ma limitando al minimo il personale in ufficio e incentivando il più possibile il lavoro da remoto, per evitare gli spostamenti.

Nel caso in cui i dipendenti della Santa Sede o cittadini dello Stato della Città del Vaticano risultassero positivi al coronavirus, la Direzione Sanità e Igiene ha indetto “un protocollo per la comunicazione tempestiva dei casi alle autorità sanitarie del luogo di residenza e a quelle dello Stato della Città del Vaticano”.

In più, per la prima volta nella sua storia L’Osservatore Romano , storico quotidiano edito in Città del Vaticano, mette in pausa l’edizione stampata e lascia attiva solo quella online, per poter ridurre al minimo il personale in servizio presso la tipografia vaticana.

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