Coronavirus, arriva il soffio-test: dispositivo dà la diagnosi in 30 secondi

Dispositivo fa la diagnosi in 30 secondi. Niente più tamponi e analisi di laboratorio: un nuovo test individua i positivi al coronavirus dal respiro

Coronavirus, arriva il soffio-test: dispositivo dà la diagnosi in 30 secondi

Un dispositivo capace di individuare i positivi alla COVID-19 dal respiro. Il nuovo test, sviluppato da un’università israeliana, utilizza le nanotecnologie per identificare elementi presenti nel respiro degli infetti da coronavirus e promette di eliminare tamponi e relative attese.

Dispositivo individua i casi di coronavirus dal respiro

Un nuovo device, dalle dimensioni di uno smartphone, ha correttamente identificato tutti i pazienti positivi al coronavirus nel corso di test a Wuhan, in Cina. Basta soffiarci sopra. Lo afferma il professor Hossam Haick del Technion-Israel Institute of Technology parlando al Times of Israel.

Il professore ha detto che il dispositivo è completamente automatico: il vantaggio è che verrebbe così eliminato il bisogno di entrare in contatto con i potenziali pazienti e con i campioni. In tal modo migliorerebbe sia l’efficienza che l’igiene. Il test dovrebbe costare 2 o 3 dollari a paziente.

Quello di Haick non è l’unico dispositivo del genere, ma è uno dei primi a completare i test clinici che ne provano l’efficacia. Altri dispositivi sono in sviluppo negli Stati Uniti, in Finlandia e in Australia.

Coronavirus, nuovo test da trenta secondi

Si soffia sul dispositivo, grande quanto uno smartphone, per due o tre secondi, da una distanza di 2 centimetri”, ha spiegato il professore. “Non ci sono accessori, non ha bisogno di analisi di laboratorio, e dà i risultati entro 30 secondi”.

I prototipi attuali hanno bisogno che qualcuno li sorregga, ma secondo Haick il prodotto finito non avrà bisogno di contatto e, dunque, “il pericolo di contaminazione incrociata è molto basso”.

Il dispositivo capace di diagnosticare il coronavirus attraverso il respiro è sviluppato dalla compagnia Nanose Medical, dove Haick è chief technology officer. Il test clinico che ne avrebbe confermato l’efficacia è stato condotto a Wuhan e ha coinvolto 140 persone, 49 delle quali erano positivi al coronavirus. Il device ha sbagliato soltanto a identificare 7 falsi positivi. Il test è stato approvato dalle autorità cinesi.

L’enfasi del professore e dell’azienda che rappresenta viene posta soprattutto sull’accuratezza del test nell’identificazione dei positivi: “Pensate all’inverno, quando le persone avranno diverse malattie come l’influenza o il raffreddore”. A quel punto sarà importante distinguere in maniera rapida i casi di coronavirus dagli altri.

Per il prodotto finale, tuttavia, bisognerà aspettare ancora: “Se tutto va bene con ulteriori studi clinici, spero che sarà disponibile e regolato entro sei mesi”, ha detto Haick.

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