Coronavirus USA: quanti contagi e morti in più a causa delle proteste

Fiammetta Rubini

08/06/2020

31/08/2021 - 13:25

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Quanti contagi e morti in più causeranno le proteste per l’uccisione di Floyd negli Stati Uniti? I numeri stimati dagli esperti.

Coronavirus USA: quanti contagi e morti in più a causa delle proteste

Il virus è ancora presente, ma centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza nelle ultime settimane, sfidando il lockdown e il rischio contagio, per protestare contro la morte di George Floyd e gli abusi della polizia nei confronti delle persone di colore negli Stati Uniti. La nazione conta quasi 2 milioni di casi e oltre 100 mila morti per coronavirus, secondo i dati.

Nel pieno delle proteste contro la brutalità della polizia e il razzismo nei confronti dei neri negli USA, gli esperti tengono d’occhio i segnali che mostrano come manifestazioni e assembramenti stiano causando nuovi focolai di coronavirus.

Dal 25 maggio, giorno dell’uccisione di George Floyd, le proteste si sono intensificate e diffuse in tutte le città del mondo, da Washington a Tokyo, passando per Londra e Milano. A due settimane dall’inizio delle contestazioni, gli esperti di malattie infettive hanno preso la parola per fornire una stima attendibile dell’impatto delle proteste sul numero di contagi, ed ecco qual è il bilancio calcolato finora.

Proteste e coronavirus: fino a 50.000 contagi in più

Trevor Bedford, virologo presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, ha scritto su Twitter che ogni giorno di proteste causerebbe circa 3.000 nuove infezioni. Considerando che ogni persona infetta può aver contagiato un’altra persone, alla fine delle proteste potremmo avere dai 15.000 ai 50.000 contagi in più, e da 50 a 500 decessi.

“E con 6.000 infezioni al giorno ci aspetteremmo 108mila contagi secondari e 540-1.080 morti in più.La mia ipotesi migliore è che ogni giorno di proteste che coinvolgono 600mila persone comporteranno tra i 200 e i 1.100 decessi in più”, ha detto Bedford. Vista la disparità razziale della pandemia, osserva poi il virologo, queste morti si registreranno soprattutto tra i neri.

Si teme il picco in questa settimana

Possono volerci fino a 2 settimane perché le persone contagiate mostrino sintomi di COVID-19, e visto che le proteste hanno preso il via il 26 maggio, gli esperti temono un picco di casi proprio questa settimana.

È vero che moltissime persone hanno indossato la mascherina durante le manifestazioni, distribuito gel disinfettante mani e cercato di mantenere il distanziamento sociale, ma per quanto si possa cercare di proteggersi è inutile negare che le proteste di massa, in cui si marcia fianco a fianco nel bagno di gente, sono il set perfetto per la trasmissione del virus. Non mancano infatti i casi di persone che hanno preso parte alle manifestazioni e poi hanno rivelato di essere risultate positive al test.

Gli esperti affermano che spetta anche alle autorità cercare di ridurre al minimo o eliminare alcuni principali fattori di rischio, come gli arresti e l’uso di gas lacrimogeni. Domenica il governatore di New York Andrew Cuomo ha lanciato un appello ai manifestanti: “Se hai partecipato a una protesta supponiamo che tu possa essere stato esposto a Covid. Fai il test”.

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