Coronavirus Italia, è déjà vu: 50 anni fa un virus cinese ha ucciso 5.000 italiani

Un filmato dell’Istituto Luce racconta come nel 1969 un virus cinese sia arrivato in Italia, costringendo 13 milioni di persone a letto e causando 5.000 decessi. Un grande déjà vu.

Coronavirus Italia, è déjà vu: 50 anni fa un virus cinese ha ucciso 5.000 italiani

La storia si ripete. Mentre l’attenzione di tutti in Italia è sul coronavirus, uno sguardo al passato ci rivela quanto il mondo sia interconnesso ormai da tempo e quanti virus, già in passato, abbiano fatto la loro comparsa tra la popolazione italiana e non solo, portando con sé le dovute conseguenze.

Dall’archivio dell’Istituto Luce spunta un contributo video datato dicembre 1969, in cui si racconta di un virus influenzale che ha costretto a letto 13 milioni di italiani - 5.000, invece, i decessi.

La colpa è di un virus proveniente da Hong Kong, ma che in molti non hanno esitato nei decenni passati a far risalire direttamente alla Cina, data l’estrema chiusura del Paese all’epoca a causa del regime locale.
La soprannominata “influenza di Hong Kong” impiegò circa un anno e mezzo ad arrivare in Italia.

50 anni fa un virus cinese ha ucciso 5.000 italiani

Dell’esistenza dell’epidemia dell’influenza di Hong Kong il mondo fu informato solamente quando iniziarono a emergere dei casi nella regione amministrativa speciale della Cina.

Proprio come già accaduto nei decenni e nei secoli precedenti, il nuovo virus appariva essere più aggressivo dell’ultimo. Nel caso dell’influenza cinese del finire degli anni ’60 ciò fu reso possibile attraverso l’ibridazione con un ceppo di virus già riscontrato negli uccelli - fa così capolino nel mondo un virus che ancora oggi costringe molti europei a letto ogni inverno, l’H3N2.

L’influenza che nel ’69 ha costretto 13 milioni di italiani a letto

13 milioni di italiani a letto, 1 su 4, e 5.000 passati a miglior vita: questo il bilancio dell’arrivo dell’influenza di Hong Kong, di sospetta provenienza cinese, in Italia e oggi come cinquant’anni fa si svuotavano supermercati, strade, fabbriche e uffici.

Il servizio dell’Istituto Luce dell’epoca riporta un detto, allora di recente creazione, che recita: “Quando Mao starnuta, il mondo si ammala”, collocando le origini del virus nel continente asiatico e evidenziando gli effetti della globalizzazione già apprezzabili.

La soluzione secondo il servizio dell’epoca? “Fermare il virus prima che arrivi” attraverso un vaccino, in quegli anni non ancora disponibile in territorio italiano al contrario di alcuni Paesi europei.

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