Coronavirus, Gimbe: “Casi aumentati del 141% in Italia nell’ultimo mese”

La Fondazione Gimbe ha pubblicato il suo ultimo report indipendente sul coronavirus in Italia: nell’ultima settimana aumento del 20% dei nuovi casi, in salita del 18% anche il numero delle terapie intensive.

Coronavirus, Gimbe: “Casi aumentati del 141% in Italia nell'ultimo mese”

Aumentano i casi di coronavirus in Italia e anche la Fondazione Gimbe lancia l’allarme, pubblicando un nuovo report a seguito al monitoraggio indipendente portato avanti fin dall’inizio dell’emergenza.

Al momento secondo Gimbe in Italia ci sarebbero 762 persone ricoverate con sintomi di cui 42 in terapia intensiva, mentre il totale delle persone in isolamento domiciliare è arrivato a quota 11.890.

Un trend in salita che spaventa la Fondazione, soprattutto mettendo in parallelo i numeri relativi alla settimana tra il 15 e il 21 luglio, dove si sono registrati 1.408 casi, con quelli della settimana tra il 12 e il 18 agosto dove invece i positivi sono stati 3.399.

Stando a questi dati, nell’ultimo mese in Italia ci sarebbe stato un aumento del 141% dei nuovi casi di positività, il 20% in più se guardiamo la settimana tra il 12 e il 18 agosto rispetto a quella precedente.

Coronavirus, Gimbe: “Mantenere alta l’attenzione”

Dopo quattro settimane di crescita costante - ha spiegato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - siamo davanti a segnali che invitano a mantenere l’attenzione molto alta sull’andamento dell’epidemia nel nostro Paese”.

Un incremento questo che per Cartabellotta starebbe iniziando a “riflettersi progressivamente sull’aumento delle ospedalizzazioni, sia perché solo negli ultimi due giorni, peraltro non inclusi nella nostra analisi settimanale, sono stati riportati quasi 1.500 nuovi casi”.

Se nell’ultima settimana in sette Regioni (Valle d’Aosta, Basilicata, Emilia Romagna, Sicilia, Lombardia, Abruzzo e Trentino Alto Adige) si è registrato un calo dei casi, in Sardegna e nel Lazio al contrario si sarebbe verificato un sensibile aumento.

L’arma migliore per una serena convivenza col virus - ha poi aggiunto Cartabellotta - rimane la massima aderenza ai comportamenti raccomandati: dal frequente lavaggio delle mani alle misure di igiene respiratoria, dal distanziamento sociale all’uso della mascherina negli ambienti pubblici al chiuso e all’aperto dove non è possibile mantenere la distanza di un metro, al rigoroso rispetto del divieto di assembramenti”.

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