Conto corrente in rosso: cambiano le regole per lo scoperto

Laura Pellegrini

18 Gennaio 2021 - 17:05

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Dal 1° gennaio 2021 sono cambiate le regole sullo scoperto dei conti correnti: oltre al rischio di default, ci sono anche nuove regole per mutui e prestiti. Ecco le novità.

Conto corrente in rosso: cambiano le regole per lo scoperto

La pandemia di coronavirus ha colpito molte famiglie italiane e spesso anche le banche sentono la necessità di tutelarsi di fronte a possibili correntisti morosi. Per questo motivo, dal 1° gennaio 2021 sono entrate in vigore nuove regole in conformità a quanto stabilito dall’dall’Abe, l’Autorità bancaria europea, sui conti correnti e sulla concessione di mutui e prestiti.

Sarà più facile cadere «in rosso» o essere considerati clienti «inadempienti» con i nuovi criteri di classificazione che sostanzialmente non modificano le segnalazioni alla Centrale dei Rischi, come ha tenuto a precisare la Banca d’Italia. Il tentativo, invece, è quello di armonizzare le normative europee in merito ai conti correnti.

Che cosa prendono in considerazione i nuovi criteri di classificazione dei clienti? Come si diventa correntisti «inadempienti»? Ecco cosa cambia per i cittadini con la nuova normativa sui conti correnti.

I 3 criteri per classificare i clienti «inadempienti»

La nuova normativa entrata in vigore dal 1° gennaio 2021 prevede la classificazione dei clienti «inadempienti» sulla base di tre condizioni. Sarà più facile entrare in questa categoria, anche a causa della crisi portata dal coronavirus.

Le banche considereranno «inadempienti» coloro i quali soddisferanno contemporaneamente questi tre requisiti:

  • presentano arretrati non pagati da oltre 90 giorni continuativi,
  • la somma degli arretrati è superiore ai 100 euro per famiglie e piccole medie imprese, e superiore ai 500 euro per le imprese,
  • il valore del «rosso» deve superare l’1% del credito totale concesso dal gruppo bancario (ad esempio mutuo o prestito).

La presenza di tutti e tre requisiti comporta la classificazione del cliente come «inadempiente» e fa scattare in automatico le tutele che la banca prevede per sé stessa. Inoltre, non basterà compensare il rosso per rimuovere l’appellativo di «inadempiente»: il cliente resterà per almeno 90 giorni - dal momento di compensazione - nella «lista nera» della banca e potrebbe non riuscire ad ottenere i prestiti eventualmente richiesti.

Cosa fare per non rischiare il default

Per evitare di essere considerati inadempienti e per evitare che il conto corrente finisca in rosso, i clienti delle banche devono seguire alcuni comportamenti.

In particolare, è necessario rispettare le scadenza di pagamento e non sottovalutare nemmeno i pagamenti di lieve entità. Per rendere più agevole ricordare le scadenza è possibile appuntare sul calendario i pagamenti più imminenti.

Assoutenti, inoltre, consiglia anche di verificare più volte in un mese il saldo disponibile sul conto corrente affinché vi sia sempre il denaro sufficiente per far fronte agli eventuali pagamenti.

Una buona regola inoltre è quella di imparare a tenere un bilancio familiare per controllare spese ed entrate, scadenze e impegni, così da prevenire situazioni di inadempienza”, consiglia infine l’associazione di consumatori.

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