Consultazioni parlamentari: cosa sono, come funzionano e quando servono

Consultazioni parlamentari, cosa sono esattamente? Quando e a cosa servono? Facciamo il punto sull’iter delle consultazioni e la formazione del nuovo Governo.

Consultazioni parlamentari: cosa sono, come funzionano e quando servono

Che cosa sono esattamente le consultazioni? Dove avvengono e quanto durano?

In queste ore, data la crisi di Governo imminente, non si parla d’altro; molte persone, tuttavia, ignorano cosa siano le consultazioni e che funzione abbiano. In questo articolo cercheremo di spiegare in maniera chiara e lineare a cosa servono le consultazioni parlamentari, quali sono i soggetti coinvolti e quando sono necessarie.

Come si può evincere dal nome stesso, le “consultazioni” non sono altro che degli incontri di dialogo tra le parti politiche, che, subito dopo le elezioni o in momenti di crisi di Governo, si riuniscono per verificare la possibilità o meno di formare un nuovo Consiglio dei Ministri. In questa fase, come andremo a vedere, è fondamentale il ruolo del Presidente della Repubblica. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulle consultazioni parlamentari e le risposte ai dubbi più comuni.

Che cosa sono le consultazioni parlamentari?

Le consultazioni parlamentari sono una fase fondamentale per la formazione del Governo. Qui le forze politiche appena elette (in caso di formazione del nuovo Governo) oppure quelle già presenti alle Camere (in caso di crisi di Governo già insediato) si riuniscono per verificare che il Consiglio dei Ministri sia espressione della maggioranza votata dai cittadini.

In pratica, detto a parole semplici, le consultazioni sono incontri mirati a proporre un Presidente del Consiglio che metta d’accordo tutti. Insomma, le consultazioni servono ad assicurare che il Governo entrante abbia l’appoggio della maggioranza, unico modo per assicurare il buon andamento e l’efficienza dell’esecutivo.

Questa fase è guidata dal Presidente della Repubblica, il quale ha un ruolo fondamentale: l’articolo 92 della Costituzione, difatti, conferisce proprio in capo al Presidente il compito di nominare il futuro Premier, e le consultazioni servono ad individuare un Leader che possa avere l’appoggio necessario per i successivi 5 anni di mandato.

Non solo, il meccanismo delle consultazioni parlamentari viene attivato anche ogni volta che il Governo è in una situazione di crisi e di stallo. In questo caso i parlamentari discutono dell’eventualità di formare un nuovo esecutivo, modificare il Premier, o indire nuove elezioni.

Chi prende parte alle consultazioni parlamentari?

La Costituzione non prevede espressamente chi deve prendere parte alle consultazioni, tuttavia si è venuta a creare una consuetudine che per la sua stabilità si può definire “costituzionale”.

Secondo questa prassi, alle consultazioni parlamentari partecipano: il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati, il Presidente del Senato, le delegazioni politiche e gli ex Presidenti della Repubblica in vita.

Le sedute di consultazione si svolgono nelle stanze del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica.

Consultazioni parlamentari, quando durano?

Non esiste una regola precisa circa la durata delle consultazioni. Queste potrebbero durare giorni interi o chiudersi in poche ore, il tutto dipende dalla velocità delle forze politiche di trovare un accordo sui nomi da proporre come futuro Presidente del Consiglio.

Tuttavia, generalmente l’iter di consultazione si conclude dopo 2 o al massimo 3 giorni.

Cosa succede dopo la fine delle consultazioni?

Le consultazioni parlamentari si concludono quando le forze coinvolte sono riuscite a concordare il nome sul futuro Capo del Governo. A questo punto entra il ballo il Presidente della Repubblica, il quale convoca la persona individuata e gli affida un c.d. “preincarico”. Quest’ultimo può accettare l’incarico a pieno o con riserva se ha bisogno di qualche giorno per decidere.

Dopo l’accettazione, il Premier incaricato deve stilare la lista della futura composizione della sua squadra di Governo, la quale verrà sottoposta al giudizio del Parlamento in seduta comune. Se la lista di Governo viene accettata, il Presidente della Repubblica procederà con l’investitura formale degli incarichi, altrimenti il Premier dovrà proporre nuovi nomi.

Quando il Consiglio dei Ministri è integralmente formato, il nuovo Premier deve presentarsi alle Camere per ottenere il voto di fiducia. Solo dopo quest’ultimo passaggio il mandato può iniziare ufficialmente.

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