Concorsi pubblici: restano sospesi dal 16 gennaio. Ecco fino a quando

Teresa Maddonni

15 Gennaio 2021 - 16:50

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Concorsi pubblici: restano sospesi dal 16 gennaio secondo quanto previsto dalle nuove disposizioni del governo e fino al 15 febbraio. Riprenderanno da quella data, ma con nuove regole.

Concorsi pubblici: restano sospesi dal 16 gennaio. Ecco fino a quando

Concorsi pubblici: restano sospesi a partire dal 16 gennaio secondo quanto previsto dalle nuove misure restrittive per l’emergenza del governo.

Il governo, che ha approvato un nuovo decreto che contiene anche la proroga dello stato di emergenza fino al 30 aprile 2021, ha varato anche un ulteriore DPCM che sostituisca il precedente a partire proprio dal 16 gennaio e che conferma la sospensione dei concorsi fino al 15 febbraio dunque per un ulteriore mese.

Si determina pertanto, per la sospensione dei concorsi pubblici, un’ulteriore proroga a partire dal primo DPCM di novembre. A partire dal 15 febbraio sarà possibile tenere le prove dei concorsi pubblici, ma con delle regole ben precise vale a dire con non più di 30 partecipanti per sessione.

A rientrare nelle disposizioni governative ci sono anche quei concorsi pubblici ormai fermi da oltre due mesi, come lo straordinario per i precari della scuola interrotto a metà. Attualmente ricordiamo che ci sono però alcuni concorsi pubblici che si possono espletare e anche dal 16 gennaio.

Vediamo allora cosa prevede la sospensione dal 16 gennaio, quali concorsi pubblici sono garantiti e cosa potrebbe cambiare dalla metà del prossimo mese.

Concorsi pubblici sospesi dal 16 gennaio e nuove regole

I concorsi pubblici restano sospesi dal 16 gennaio e fino al 15 febbraio, sebbene vi siano dei paletti e delle regole ben precise nelle nuove disposizioni del governo.

Come si legge nel nuovo DPCM in vigore fino al 5 marzo, i concorsi pubblici sono sospesi e in particolare le prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private, come anche quelle per l’abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, nonché a esclusione dei concorsi per il personale del servizio sanitario nazionale, compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile.

Fino a qui il nuovo testo è identico al DPCM del 3 dicembre. Le nuove disposizioni prevedono poi che a partire dal 15 febbraio le prove selettive dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazione sono consentite a patto che si svolgano con non più di 30 partecipanti per sedi di prova e sessioni.

Necessaria tuttavia sarà la definizione, per ritornare a fare i concorsi pubblici dal 15 febbraio, l’adozione di protocolli del Dipartimento della Funzione Pubblica con validazione del Comitato tecnico scientifico. Resta salva la possibilità della correzione delle prove da remoto.

A proporre di sbloccare i concorsi pubblici in Consiglio dei Ministri, secondo indiscrezioni, sarebbero state la ministra per la PA Fabiana Dadone e la titolare del Miur Lucia Azzolina.

Infatti tra i concorsi pubblici che restano sospesi fino al 16 gennaio e che riprenderanno dal 15 febbraio c’è proprio quello più dibattuto, quello per la scuola, in particolare la procedura straordinaria che è stata interrotta a metà della sua esecuzione.

Il concorso aveva preso il via il 22 ottobre su base regionale, poi, con beffa per i precari che ne chiedevano già prima lo slittamento, è stato interrotto laddove le prove che si sarebbero dovute concludere il 16 novembre scorso.

Inoltre altri concorsi pubblici banditi da tempo e non ancora espletati sono i due ordinari sempre per la scuola, per infanzia e primaria e secondaria di primo e secondo grado. Per questi ultimi c’è ancora da attendere.

Concorsi pubblici: non tutti sono sospesi

I concorsi pubblici sono sospesi dal 16 gennaio e fino al 15 febbraio, ma non per tutti perché sono attive, oltre alle procedure che prevedono una valutazione solo su basi curriculari, quindi valutazione dei titoli, anche quelle del personale sanitario.

Andando alle nuove disposizioni si legge che i concorsi pubblici sono sospesi “a esclusione dei concorsi per il personale del servizio sanitario nazionale, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile

Una norma d’altronde già prevista a marzo durante il lockdown totale che pur con la sospensione dei concorsi pubblici e privati lasciava attive le procedure per il personale sanitario data la necessità nell’emergenza di medici e infermieri.

Non solo è stabilito per Forze armate, di polizia e Vigili del fuoco che:

“Le amministrazioni di appartenenza possono, con decreto direttoriale generale o analogo provvedimento in relazione ai rispettivi ordinamenti, rideterminare le modalità didattiche ed organizzative dei corsi di formazione e di quelli a carattere universitario del personale delle Forze di polizia, delle Forze armate, del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, prevedendo anche il ricorso ad attività didattiche ed esami a distanza e l’eventuale soppressione di prove non ancora svoltesi, ferma restando la validità delle prove di esame già sostenute ai fini della formazione della graduatoria finale del corso”.

Per i concorsi pubblici che riguardano Forze armate, di polizia e Vigili del fuoco si applicano le semplificazioni previste dagli articoli 259 e 260 del decreto Rilancio convertito nella legge n.77 del 17 luglio 2020.

Si legge sempre nel nuovo DPCM che per costoro “i periodi di assenza dai corsi di formazione, comunque connessi al fenomeno epidemiologico da COVID-19, non concorrono al raggiungimento del limite di assenze il cui superamento comporta il rinvio, l’ammissione al recupero dell’anno o la dimissione dai medesimi corsi.”

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