Il clima di forte avversione al rischio, dovuto alla crisi politica in Egitto e in tutta l’area del Maghreb (soprattutto Libia), ha premiato i classici beni rifugio come i bond e le materie prime. In particolare, l’argento ha mostrato grande forza negli ultimi giorni toccando nuovi massimi pluriennali a 34,31$ l’oncia, livelli che non si vedevano ormai da marzo 1980. Speculazione, fattori tecnici ma anche fondamentali stanno spingendo al rialzo il silver. Le scorte d’argento sono su livelli minimi e la domanda del prezioso metallo grigio è sempre sostenuta, soprattutto per il suo elevato impiego industriale. Molti analisti mettono in guardia da una possibile forte correzione dopo il recente exploit e anche alcune aziende minerarie si sono riconvertite all’hedging, allo scopo di bloccare i prezzi attuali per le consegne differite d’argento. Il famoso investitore Jim Rogers, invece, ha affermato che sull’argento non c’è alcuna bolla, anzi le quotazioni sono ancora molto sottovalutate. Tecnicamente, i prezzi sono in fase correttiva dai top di area 34,3$/oz e sul daily chart hanno formato un pericoloso outside day. Tuttavia, se osserviamo il grafico a 4h, possiamo notare come i prezzi siano scesi fino al supporto dinamico della Ema20 formando uno spike a 32,4$. Ora i prezzi sono ingabbiati all’interno di un range di un dollaro: sopra 33,4$ dovrebbe ripartire il trend rialzista, sotto 32,4$ mi aspetto una correzione fino in area 31,2$ - 31$. La volatilità di breve è aumentata molto, per cui è probabile una fase di consolidamento prolungata nelle prossime ore o forse anche per qualche giorno.
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