Negli ultimi mesi, nonostante lo straordinario rialzo dei mercati finanziari, sono emersi crescenti timori riguardo all’eventualità di recessioni imminenti. Negli Stati Uniti, la tanto attesa e temuta contrazione finanziaria sembra ancora non arrivare, mentre in Europa si parla di una lieve recessione tecnica. Al contempo, le aspettative di aumento dei tassi d’interesse iniziano a diminuire, alimentando il sentiment rialzista del mercato.
Anche i dati economici, come quelli relativi al mercato del lavoro, continuano a mostrare una certa stabilità, con un tasso di disoccupazione recentemente arrivato a minimi preoccupanti. Nonostante ciò, i media continuano a diffondere allarmi riguardo alla persistenza del trend di licenziamenti che sembra coinvolgere principalmente il settore finanziario e tecnologico, i primi a ridursi in anticipo all’inizio di una recessione.
Aumentano i licenziamenti nelle banche
UBS, dopo aver salvato la sua rivale Credit Suisse, sembra che stia pianificando il licenziamento di 45.000 dipendenti di CS, più della metà della sua forza lavoro precedente. Questa notizia devastante segue quelle di altre banche di Wall Street di dimensioni maggiori, come Morgan Stanley e Goldman Sachs, che avevano annunciato in precedenza migliaia di licenziamenti.
Tuttavia, i bilanci aziendali evidenziavano la necessità di un significativo ridimensionamento delle attività, e queste operazioni permetteranno a UBS di risparmiare circa 6 miliardi di dollari nei prossimi anni. Incredibilmente, questo tipo di operazioni piacciono ai mercati in situazioni di borsa come queste. In particolare, nel caso di Credit Suisse, i cui risultati finanziari sono critici.
Resta il fatto che molti dei licenziamenti, incluso quelli nelle società tecnologiche, erano stati giustificati dagli esperti come conseguenze necessarie per l’imminente arrivo di una recessione finanziaria, la quale, in questi mesi, sembra essere rimasta solo un fantasma, si percepiva ma non si poteva vedere o toccare concretamente.
I dati continuano a suggerire uno scenario economico di notevole resilienza, con aumenti degli acquisti di nuove abitazioni, ordini di beni durevoli superiori alle stime e un elevato livello di fiducia dei consumatori, ai massimi del 2022.
MSCI World: il mercati finanziario non sconta una possibile recessione
Un modo efficace per valutare lo stato di salute finanziaria globale è monitorare l’indice MSCI World. Questo indice rappresenta uno strumento ampiamente utilizzato per valutare le prestazioni del mercato azionario globale. Attualmente, il suo valore si mantiene vicino ai massimi del 2023, superando le prime resistenze tecniche del 2022, segnalando una particolare forza nel mercato azionario globale.