Come evitare i controlli del Fisco? Le spese da non fare

Come evitare i controlli del Fisco e quali sono le spese che fanno scattare accertamenti fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Come evitare i controlli del Fisco? Le spese da non fare

Come evitare i controlli del Fisco? Quali spese fanno scattare l’accertamento?

Con una nuova ondata di controlli in arrivo sui conti correnti, le spese e i patrimoni degli italiani, in molti si chiedono quali sono i criteri, seguiti dall’Agenzia delle Entrate, per scoprire i «furbetti» che non pagano le tasse e chi attesta il falso all’interno della dichiarazione dei redditi.

La lotta all’evasione fiscale è uno dei punti cardine della Legge di Bilancio 2020, ancora in fase di approvazione, e il rischio è che il recupero delle tasse non pagate possa essere ritenuto assai più importante della tutela della privacy dei cittadini.

I controlli del Fisco sui conti e gli averi degli italiani sono già in corso e nel prossimo futuro non faranno altro che aumentare: quali sono i criteri seguiti dall’Agenzia delle Entrate per scovare i cittadini disonesti che tentano di evitare i controlli del Fisco? Quali spese fanno scattare in automatico una procedura di accertamento?

I soggetti a rischio controlli del Fisco

I soggetti più esposti ai controlli a tappeto ad opera del Fisco sono i professionisti, attraverso verifiche sui conti correnti incrociate con banche dati specifiche e strumenti come il redditometro e il risparmiometro.
Nella sostanza, l’Agenzia delle Entrate parte dall’analisi delle dichiarazioni degli anni passati e le confronta con i dati emersi dallo spesometro e con altri dettagli provenienti dalle fatture emesse dal professionista, con un occhio particolarmente attento sulle fatture elettroniche.

Ma anche tutti gli altri cittadini possono essere oggetto di controlli fiscali.

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L’Agenzia delle Entrate sta sviluppando un metodo preciso che possa aiutarla a compiere i controlli. Tra questi spicca un’attenzione particolare a eventuali scostamenti tra i ricavi e le relative prestazioni e ai movimenti sul conto corrente.

Di base, ogni scostamento tra il dichiarato e la propria capacità di spesa può far scattare una procedura di accertamento del Fisco che, qualora confermasse anomalie legate all’evasione fiscale, fa incorrere in multe e sanzioni.

Cosa controlla il Fisco

Tutto ruota attorno alle reali possibilità economiche dei contribuenti e le loro spese, che possono risultare agli occhi dell’Agenzia delle Entrate eccessivamente alte oppure eccessivamente basse, facondo così scattare un campanello d’allarme.

Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 16 settembre 2015 (“Accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche”) fa riferimento a tutte le spese avvenute per beni e servizi che fanno scattare controlli fiscali nel caso in cui il loro valore superi il reddito disponibile del contribuente.

Le spese controllate dal Fisco

Tra queste, ecco le spese che più fanno scattare i controlli del Fisco se ritenute eccessivamente alte:

  • affitto o leasing immobiliare
  • manutenzione della casa
  • spese per le utenze
  • spese per collaboratori domestici
  • spese visite mediche
  • spese farmaci
  • spese assicurazione auto
  • spese auto di lusso
  • spese per smartphone
  • spese per palestre e centri benessere
  • spese per pay tv e altri abbonamenti
  • spese per viaggi e alberghi
  • spese per pasti pasti al ristorante

Inoltre, l’acquisto di una casa fa sempre scattare il redditometro. E dalla Cassazione arriva l’ok al controllo dell’Agenzia delle Entrate sugli acquisti di auto d’epoca e su premi eccessivi legati alle assicurazioni sulla vita.

Il Fisco ha inoltre la facoltà di sapere quante volte si passa attraverso i caselli autostradali. Infine, una rata mutuo per la prima casa troppo elevata può giustificare una procedura di accertamento fiscale.

Come evitare i controlli del Fisco

Ecco, riassumendo, i fattori monitorati dal Fisco da conoscere per evitare, speriamo con fini esclusivamente onesti, i controlli fiscali e una procedura di accertamento:

  • evitare che non ci siano differenze sostanziali tra i ricavi dichiarati e le prestazioni lavorative compiute (nel caso dei professionisti);
  • evitare che le entrate che arrivano sul conto corrente non superino in maniera eccessiva le entrate;
  • evitare di effettuare pochi prelievi, poiché in questo modo si presume che il soggetto possa avere dei guadagni in nero non dichiarati a cui fare affidamento per le proprie spese invece di utilizzare i soldi presenti sul proprio conto corrente;
  • se professionisti, il valore e l’eventuale costo dell’affitto del proprio studio e la spesa per dipendenti e collaboratori non deve risultare eccessivo rispetto ai guadagni dichiarati;
  • se professionisti, controllare che i servizi pubblicizzati su Internet siano fedeli a quanto si dichiara.

L’invito finale non può non essere quello di essere e confermarsi cittadini onesti che regolarmente pagano le tasse, senza aver bisogno di chiedersi come evitare i controlli fiscali.

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