Come evitare i controlli del Fisco? Le spese da non fare

Patrizia Del Pidio

19/04/2025

Ci sono spese che suscitano in modo particolare i sospetti del Fisco e potrebbero portare ad accertamenti. Vediamo quali sono le spese e i comportamenti da evitare.

Come evitare i controlli del Fisco? Le spese da non fare

Come si fa a evitare i controlli del Fisco? Ci sono comportamenti e spese da evitare per non far scattare sospetti e accertamenti. Nel contrasto all’evasione fiscale, infatti, l’amministrazione tributaria tiene sotto controllo i contribuenti a trecentosessanta gradi. Non solo redditi e patrimoni, ma anche come vengono spesi i soldi potrebbero innescare sospetti che sia in atto un’evasione fiscale. Per questo motivo è sempre bene agire con consapevolezza avendo bene in mente quali solo le spese, che più di altre, potrebbero esporre ai controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Detto questo, non si deve pensare che ogni volta che si fanno degli acquisti fuori dall’ordinario si desta il sospetto dell’amministrazione tributaria, ma ci sono delle spese che più di altre mettono il contribuente nel mirino dei controlli dell’Agenzia delle Entrate perché, magari, fanno scattare dei campanelli d’allarme.

Arginare il problema dell’evasione fiscale è diventata una priorità che, però, causa preoccupazione anche in chi le tasse le paga, questo perché trovarsi ad avere a che fare con questi controlli non è mai un’esperienza desiderabile, anche per chi non ha mai fatto nulla di fraudolento.

Quali sono quindi i criteri utilizzati dal Fisco per scegliere chi controllare? Quali sono i comportamenti a rischio?

I soggetti a rischio controlli del Fisco

I soggetti più esposti ai controlli a tappeto a opera del Fisco sono i professionisti, attraverso verifiche sui conti correnti incrociate con banche dati specifiche e strumenti come il redditometro e il risparmiometro.

Nella sostanza, l’Agenzia delle Entrate parte dall’analisi delle dichiarazioni degli anni passati e le confronta con i dati emersi dallo spesometro e con altri dettagli provenienti dalle fatture emesse dal professionista, con un occhio particolarmente attento alle fatture elettroniche.

Chiaramente, questo non significa che gli altri cittadini non sia soggetti a controlli fiscali.

L’Agenzia delle Entrate sta sviluppando un metodo preciso che possa aiutarla a compiere i controlli. Tra questi spicca un’attenzione particolare a eventuali scostamenti tra i ricavi e le relative prestazioni e ai movimenti sul conto corrente.

Di base, ogni scostamento tra il dichiarato e la propria capacità di spesa può far scattare una procedura di accertamento del Fisco che, qualora confermasse anomalie legate all’evasione fiscale, fa incorrere in multe e sanzioni.

Cosa controlla il Fisco

Il ragionamento alla base è semplice. Tutto ruota attorno alle reali possibilità economiche dei contribuenti e le loro spese, che possono risultare agli occhi dell’Agenzia delle Entrate eccessivamente alte oppure eccessivamente basse, facendo così scattare un campanello d’allarme.

Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 16 settembre 2015 (“Accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche”) fa riferimento a tutte le spese avvenute per beni e servizi che fanno scattare controlli fiscali nel caso in cui il loro valore superi il reddito disponibile del contribuente.

Le spese controllate dal Fisco

Tra queste, ecco le spese che più di altre fanno scattare i controlli del Fisco se ritenute eccessivamente alte:

  • affitto o leasing immobiliare;
  • manutenzione della casa;
  • spese per le utenze;
  • spese per collaboratori domestici;
  • spese visite mediche;
  • spese farmaci;
  • spese assicurazione auto;
  • spese auto di lusso;
  • spese per smartphone;
  • spese per palestre e centri benessere;
  • spese per pay tv e altri abbonamenti;
  • spese per viaggi e alberghi;
  • spese per pasti al ristorante.

Dalla Cassazione arriva l’ok al controllo dell’Agenzia delle Entrate sugli acquisti di auto d’epoca e su premi eccessivi legati alle assicurazioni sulla vita.

Il Fisco ha inoltre la facoltà di sapere quante volte si passa attraverso i caselli autostradali. Infine, una rata mutuo per la prima casa troppo elevata può giustificare una procedura di accertamento fiscale.

Conti corrente e PayPal

Non sono solo le spese a interessare l’Agenzia delle Entrate. Infatti, se in passato era più facile tenere nascosto del denaro su conti correnti esteri, ora attraverso accordi internazionali il Fisco italiano può entrare in possesso di una serie di dati senza troppe difficoltà, nella maggior parte dei casi.

In particolare, è ancora da definirsi la questione riguardante PayPal: secondo alcune scuole di pensiero è solo un mezzo di pagamento, secondo altri è un conto corrente estero e deve essere dichiarato.

Malgrado l’ambiguità della situazione, non è necessario troppo tempo all’AdE per controllare i risparmi e gli spostamenti che avvengono su un conto PayPal di una persona. Quindi, anche se non lo si inserisce all’interno della dichiarazione dei redditi, è fondamentale che i soldi utilizzati sul conto provengano da fonti dichiarate, e siano quindi giustificati. In caso contrario è molto facile che il Fisco decida di voler controllare la situazione in modo più approfondito.

Come evitare i controlli del Fisco

Ecco, riassumendo, i fattori monitorati dal Fisco da conoscere per evitare, speriamo con fini esclusivamente onesti, i controlli fiscali e una procedura di accertamento:

  • evitare che non ci siano differenze sostanziali tra i ricavi dichiarati e le prestazioni lavorative compiute (nel caso dei professionisti);
  • evitare che le spese addebitate sul conto corrente non superino in maniera eccessiva le entrate;
  • evitare di effettuare pochi prelievi, poiché in questo modo si presume che il soggetto possa avere dei guadagni in nero non dichiarati a cui fare affidamento per le proprie spese invece di utilizzare i soldi presenti sul proprio conto corrente;
  • se professionisti, il valore e l’eventuale costo dell’affitto del proprio studio e la spesa per dipendenti e collaboratori non deve risultare eccessivo rispetto ai guadagni dichiarati;
  • se professionisti, controllare che i servizi pubblicizzati su Internet siano fedeli a quanto si dichiara.

L’invito finale non può non essere quello di essere e confermarsi cittadini onesti che regolarmente pagano le tasse, senza aver bisogno di chiedersi come evitare i controlli fiscali.