Come diventare giornalista? Guida per pubblicisti e professionisti

Chiara Ridolfi

15/03/2021

15/03/2021 - 13:09

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Come si diventa giornalisti in Italia? Ecco una guida che vi spiegherà requisiti e modalità per diventare giornalisti professionisti o pubblicisti in Italia.

Come diventare giornalista? Guida per pubblicisti e professionisti

In Italia vi sono due differenti strade per diventare giornalista: prendere il patentino da pubblicista o quello da giornalista professionista. La differenza tra la prima e la seconda figura è di tipo contrattuale: infatti mentre i giornalisti professionisti non possono svolgere nessun altro lavoro, i pubblicisti possono essere impiegati in diversi campi.

Il giornalista professionista è più tutelato ed ha maggiori possibilità di fare carriera nel mondo del giornalismo: solamente questa figura, infatti, può diventare direttore responsabile di una testata registrata. È la legge n°69 del 1963 ad indicare le differenze tra i due ruoli, descrivendo il professionista come colui che esercita la professione in modo “esclusivo e continuativo”, mentre il pubblicista è chi svolge l’attività giornalistica in maniera occasionale anche qualora si esercitino altri lavori.

Di seguito andremo ad analizzare entrambe le modalità e vi spiegheremo come diventare giornalista pubblicista o professionista in Italia, quali sono i costi e soprattutto che tipologia di percorso si devono affrontare per arrivare a esercitare questa professione.

Diventare giornalista in Italia: in quali ambiti si può esercitare

Prima di andare avanti è bene fare chiarezza su quali sono gli ambiti lavorativi in cui può esercitare un giornalista:

  • Agenzia di stampa: le imprese che si occupano di raccogliere e fornire informazioni ai clienti (come ad esempio le testate giornalistiche) che si abbonano ai loro servizi;
  • Testate giornalistiche: possono essere redazioni di giornali sia cartacei che online. Ma ci sono testate giornalistiche che operano anche in ambito radiofonico e televisivo;
  • Uffici stampa: le imprese che si occupano di veicolare il flusso di informazioni provenienti dall’ente o dall’organizzazione che rappresentano verso gli altri organi di informazione.

Chi vuole diventare giornalista deve prima di tutto prendere un’importante decisione: se prendere il patentino da pubblicista oppure se essere un professionista del settore.
In entrambi i casi bisogna chiedere l’iscrizione all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti, ma a seconda della vostra scelte sarete iscritti in un elenco diverso. Conviene diventare pubblicista o professionista? Non c’è una risposta specifica, dipende da come volete strutturare la vostra carriera. L’importante è non esercitare senza prima entrare a far parte dell’Ordine dei Giornalisti: qualsiasi esercizio abusivo della professione, infatti, è considerato reato.

Come abbiamo accennato in precedenza è la Legge 69/1963 a stabilire che l’Albo dei giornalisti sia suddiviso in due appositi elenchi. Per aiutarvi a comprendere qual sia la scelta migliore per voi di seguito vi indicheremo gli step da seguire per intraprendere l’una o l’altra strada.

Come diventare giornalista professionista

I giornalisti professionisti sono coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista. Quindi chi sceglie di diventare giornalista professionista deve sapere che non può svolgere nessun altro lavoro.

Per diventare giornalista professionista si possono seguire due strade. La prima consiste nello svolgere un praticantato retribuito della durata di 18 mesi presso una redazione che al suo interno abbia almeno quattro giornalisti già professionisti.

Per iniziare il praticantato bisogna essere maggiorenni ed essere assunti con contratto di praticantato. Dopo i 18 mesi, su esplicita richiesta del praticante, il direttore responsabile della pubblicazione può rilasciare al giornalista una dichiarazione sul periodo di praticantato svolto. Un praticante non può essere iscritto per più di tre anni nel registro.

La seconda invece consiste nel frequentare il biennio di una delle scuole di giornalismo riconosciute dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.
Ecco un elenco delle scuole di giornalismo riconosciute dall’ODG:

  • Master Biennale di Giornalismo Università di Bari;
  • Scuola Superiore di Giornalismo di Bologna;
  • Master Biennale in Giornalismo a Stampa, Radiotelevisivo e Multimediale Università Cattolica Sacro Cuore (Milano)
  • Master Biennale di Giornalismo Libera Università di Lingue e Comunicazione “IULM” (Milano);
  • Master Biennale della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli Studi di Milano;
  • Master Biennale di Giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli (Napoli);
  • Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo (Perugia);
  • Master in Giornalismo LUMSA Università (Roma);
  • Scuola Superiore di Giornalismo «Massimo Baldini» - Università LUISS (Roma);
  • Scuola Post Laurea in Giornalismo dell’Università di Salerno;
  • Master Biennale di Giornalismo Università di Torino;
  • Istituto per la Formazione al Giornalismo (Urbino).

In qualsiasi caso, bisogna prima essere iscritti al registro dei praticanti. Al termine del percorso, l’aspirante giornalista deve superare una prova d’esame per entrare a far parte dell’Elenco dei professionisti. Si accede all’esame professionale presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine di Roma.

L’esame per diventare giornalista professionista

L’articolo 32 della legge 62/1963 stabilisce che solo coloro che hanno superato l’esame di idoneità professionale possono iscriversi all’Ordine. Possono partecipare all’esame coloro che presentano un documento valido che attesta lo svolgimento dei 18 mesi di praticantato (da svolgere presso una testata giornalistica), oppure la certificazione fornita dalla scuola di giornalismo frequentata.

Nel dettaglio, per sostenere l’esame di Stato come giornalista professionista bisogna essere in regola con i seguenti requisiti:

  • età minima 21 anni:
  • cittadinanza italiana;
  • in possesso della dichiarazione di compiuta pratica (firmata dal direttore della testata giornalistica dove si è svolto il praticantato) o in alternativa di un titolo rilasciato da una scuola di giornalismo riconosciuta;
  • assenza di precedenti penali.

I candidati che soddisfano questi requisiti sono ammessi a sostenere l’esame di Stato per giornalisti professionisti, il quale è strutturato in una prova scritta e in una orale sulle tecniche e le pratiche del giornalismo, dove inoltre verrà accertata la conoscenza dei candidati in merito alle norma giuridiche attinenti a questa professione.

Nel dettaglio, nella prova scritta i candidati avranno 8 ore di tempo per dimostrare di saper sintetizzare articolo, per rispondere a domande su temi di attualità e di cultura politico-economico-sociale e per scrivere un articolo su un argomento a scelta tra:

  • Interni;
  • Esteri;
  • Cronaca;
  • Economia;
  • Sport;
  • Cultura;
  • Spettacolo.

Dopo lo scritto c’è la prova orale dove verranno affrontati temi propri della deontologia giornalistica e di tutte le altre pratiche collegate alla professione.

Quanto costa diventare professionista?Le spese per diventare giornalista professionista non esigue. Difatti per sostenere l’esame finale da giornalista bisogna pagare una tassa dell’ammontare di 300 euro. A questa va aggiunto il contributo di 15,74 euro per la posta certificata, 100 euro per la tassa d’ammissione, una marca da bollo da 16 euro, più altri 16 euro per ottenere la tessera. In più per coloro che prima di diventare giornalisti professionisti non erano pubblicisti c’è un altro contributo da pagare: 168 euro per le tasse di concessioni governative.

Come diventare giornalista pubblicista

I giornalisti pubblicisti svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi (legge 69/1963, art. 1, IV comma).

Per diventare giornalista pubblicista, e quindi essere iscritto all’elenco dei giornalisti pubblicisti, bisogna collaborare per almeno 24 mesi con una testata regolarmente iscritta al registro della stampa (presso il tribunale di competenza) che abbia un direttore responsabile giornalista professionista oppure giornalista pubblicista.

La collaborazione presso questa testata deve essere retribuita (almeno 5.000 euro nei due anni) e continuativa (24 mesi), indipendentemente dalla periodicità della testata.

Le modalità di collaborazione e la quantità minima di articoli che devono essere redatti nei due anni varia da regione a regione. Per questo, è bene tenere sempre in considerazione la normativa e la modulistica pubblicata sul sito dell’Ordine dei Giornalisti

Dopo due anni di collaborazione con la testata e dopo la stesura del numero minimo di articoli richiesti, bisogna raccogliere tutta la documentazione e presentarla presso il consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della propria regione.

La documentazione non potrà essere presentata dopo il trentesimo giorno dal termine dei 24 mesi di collaborazione. In generale la modulistica richiesta è:

  • ricevute di avvenuto pagamento degli articoli;
  • modulo di richiesta prestampato scaricabile dal sito dell’ODG in cui compare la dichiarazione del direttore responsabile della testata e vengono indicati i propri dati generali;
  • tutti gli articoli scritti durante i 24 mesi, stampati e presentati in ordine cronologico (si consiglia di raggiungere un numero di articoli redatti superiori al minimo richiesto dato che molto spesso alcuni articoli non vengono accettati).

Una volta consegnata tutta la documentazione, alcuni Ordini regionali hanno previsto un colloquio per verificare le conoscenze giuridiche e culturali di tutti gli aspiranti pubblicisti. Gli argomenti di questo esame di verifica possono riguardare le istituzioni pubbliche e della categoria, la Carta Costituzionale, i fondamenti di deontologia professionale e qualche domanda di cultura generale.

Quanto costa diventare pubblicista? Le spese da sostenere per l’iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti variano da regione a regione. Possono andare da 200 fino a 600 euro e comprendono:

  • spese di segreteria previste dai vari ordini regionali dei giornalisti per presentare le domande di iscrizione all’albo dei pubblicisti (variano da regione a regione)
  • i costi per marche da bollo;
  • tasse per concessione governativa (168 euro).

Da giornalista pubblicista a professionista

Se a un certo punto della propria carriera il giornalista pubblicista decidesse di dedicarsi totalmente all’esercizio di questa professione e volesse quindi diventare a tutti gli effetti un giornalista professionista potrebbe farlo richiedendo al Consiglio regionale di riferimento l’iscrizione al Registro dei praticanti.

Questo vale solo per chi fosse già iscritto all’Albo dei pubblicisti e svolgesse attività giornalistica da almeno tre anni: anche in questo caso, come per l’ottenimento del tesserino da pubblicista, i rapporti di collaborazione intrattenuti devono essere con una o più testate qualificate allo svolgimento della pratica giornalistica.

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