Come cambia il Recovery Plan con il Governo Draghi

Violetta Silvestri

01/04/2021

01/04/2021 - 15:29

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Recovery Plan: il Governo Draghi alle prese con le modifiche necessarie per presentare il Piano nazionale di ripresa e resilienza entro aprile. Cosa prevede il nuovo testo?

Come cambia il Recovery Plan con il Governo Draghi

Il Recovery Plan del Governo Draghi in lavorazione: come sarà il testo finale da presentare a Bruxelles entro aprile?

Il tempo stringe e il Mef è al lavoro da settimane per completare quanto già fatto dall’esecutivo Conte. Se è vero, infatti, che l’obiettivo prioritario del nuovo Governo è sempre stato quello di accelerare e migliorare la definizione del Pnrr italiano, è altrettanto verosimile che l’impianto del documento resterà lo stesso.

Il Recovery Plan del Governo Draghi dovrà soprattutto intervenire su obiettivi più dettagliati e voci di spesa di maggiore impatto. Cosa cambierà?

Recovery Plan: in arrivo le modifiche del Governo Draghi

L’ultima bozza del Recovery Plan risale a gennaio 2021, quando il testo formulato da Conte e Gualtieri, con gli altri ministri dell’esecutivo, era stato inviato - in modo del tutto ufficioso - a Bruxelles.

Il documento era parso comunque bisognoso di interventi ulteriori, soprattutto in termini di chiarezza e dettagli.

Lo ha ripetuto lo stesso ministro dell’Economia Franco, nei suoi ultimi interventi informativi sul tema in Parlamento (31 marzo e 1 aprile):

“Il piano è una sfida organizzativa complessa soprattutto nella fase di attuazione. Esige una visione strategica e una capacità progettuale: completeremo il lavoro nelle prossime settimane per renderlo uno strumento per lo sviluppo e il ridisegno del Paese”

Il testo del Recovery Plan del Governo Draghi dovrebbe infatti cambiare proprio nella sua struttura tecnnica e indicare:

  • maggiori dettagli su investimenti e risorse di ogni missione;
  • finanziamenti e costi più precisi per ogni missione e progetto;
  • tempistiche sul raggiungimento degli obiettivi più dettagliate;
  • quantità precise di beneficiari delle riforme;
  • valutazione delle differenze tra risorse per investimenti e quelle per spese correnti (non possono superare il 30%)

Il Piano italiano targato Mario Draghi, in sostanza, avrà bisogno di un lavoro minuzioso di approfondimento tecnico, economico e finanziario. Il lavoro già svolto, infatti, è risultato una buona base ma poco dettagliata.

Il compito del nuovo esecutivo e del ministro Franco, soprattutto, sarà di mettere in chiaro numeri e strategie.

Il Recovery Plan del Governo Draghi vuole innanzitutto insistere su investimenti e progetti per: giovani, donne, scuola, università, capitale umano, riequilibrio territoriale, Sud.

Su quest’ultimo argomento, per esempio, il ministro Franco ha anticipato che le risorse disponibili supereranno la soglia del 34%.

Inoltre, la semplificazione burocratica, spesso chiamata in causa dallo stesso Draghi, avrà una voce di maggiore spicco. Innanzitutto per consentire alle riforme studiate di essere applicare con snellezza e funzionalità E poi, proprio come necessità di cambiamento strutturale.

Si attendono giornate cruciali per la definizione completa del Recovery Plan. Il Governo Draghi è nato anche per questo.

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