Codacons contro Chiara Ferragni: perché vuole vietare il film nei cinema

No all’uscita del film documentario di Chiara Ferragni al cinema: questa la richiesta del Codacons. “Non è un modello educativo virtuoso ed è stata denunciata per uso illecito dei social”

Codacons contro Chiara Ferragni: perché vuole vietare il film nei cinema

Il film documentario Chiara Ferragni Unposted non deve uscire nei cinema. Perché? “L’influencer non è un modello educativo virtuoso ed è stata anche denunciata per uso illecito dei social”. Così il Codacons invita i cinema a rinunciare a trasmettere il documentario dell’imprenditrice cremonese in quanto teme che il prodotto sia l’ennesima trovata per speculare sulla pelle di tanti giovanissimi che la seguono e che sono disposti a spendere cifre esorbitanti pur di farsi una foto con lei.

Che Chiara Ferragni fosse una che divide e fa discutere era indubbio. Da quando è diventata l’influencer di moda più importante al mondo, l’imprenditrice 32enne di Cremona ha attirato ammirazione ma anche piogge di critiche. Stavolta, però, è il Codacons a scagliarsi contro la Ferragni, che al Festival di Venezia ha appena presentato il documentario sulla sua vita e carriera diretto da Elisa Amoruso.

Il docu-film uscirà nelle sale italiane come evento speciale 17, 18 e 19 settembre 2019, ma l’unione delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori vuole vietarne il rilascio il al cinema. Vediamo i motivi.

Codacons contro Chiara Ferragni: denunce ed esempio diseducativo

La Ferragni è stata accolta con entusiasmo a Venezia, con il suo documentario considerato il vero film-evento di questa edizione del Festival del Cinema. Intanto il Codacons ha lanciato un’aspra polemica con una nota, chiedendo ai cinema di tutta Italia di ripensarci e non portare Unposted in sala.

“Siamo assolutamente contrari a questa iniziativa che non sembra avere nulla di artistico e temiamo sia, piuttosto, tesa al profitto sulla pelle dei tanti giovani che seguono la nota influencer, disposti a spendere qualunque cifra per avere anche solo un autografo o una foto con lei.

Ricordiamo che la Ferragni non sembra essere un virtuoso modello educativo (basti ricordare la vicenda dello spreco di cibo in occasione di una festa all’interno di un supermercato), e che la stessa è stata oggetto di denunce in merito all’uso illecito dei social network, prima per aver pubblicizzato in modo scorretto prodotti e marchi commerciali, poi per la pubblicazione di foto del figlio in violazione delle disposizioni sulla privacy dei minori. Per tale motivo il Codacons chiede alle sale cinematografiche di tutta Italia di fare un passo indietro, e rinunciare alla proiezione del documentario sulla vita di Chiara Ferragni”.

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