Il CIO non teme il coronavirus: le Olimpiadi di Tokyo confermate al momento a luglio

Con un comunicato il CIO si è detto fiducioso, nonostante la pandemia di coronavirus in atto che di fatto sta bloccando intere Nazioni, che le Olimpiadi di Tokio 2020 possano prendere il via regolarmente il prossimo 24 luglio.

A più di quattro mesi dall’inizio dei Giochi non serve prendere decisioni drastiche in questa fase, ogni speculazione in questo momento sarebbe controproducente”. Con questo passaggio del comunicato diramato martedì 17 marzo si potrebbe riassumere la posizione del CIO in merito alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Sempre lo stesso giorno, quasi in contemporanea, la Uefa invece decideva di rinviare gli Europei di calcio al 2021, una scelta questa applaudita da tutti sia per l’emergenza coronavirus in atto che per la possibilità così facendo di poter portare a termine campionati e Coppe.

Il Comitato Olimpico Internazionale invece sembrerebbe intenzionato ad andare avanti per la propria strada, con Tokyo 2020 che per il momento dovrebbe prendere il via regolarmente il prossimo 24 luglio.

Il CIO - si legge sempre nel comunicato evidenziando i quattro mesi di tempo ancora a disposizione - incoraggia gli atleti affinché continuino a prepararsi per le Olimpiadi di Tokyo 2020 nel modo migliore che possono”.

Olimpiadi confermate, l’ira degli atleti

La decisione presa da Thomas Bach, il presidente del CIO, ha suscitato l’immediata reazioni di numerosi atleti specie quelli facenti parte di Paesi, come l’Italia, dove al momento non è possibile allenarsi a causa delle restrizioni governative per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Il quotidiano spagnolo AS ha riportato il malumore degli atleti iberici che chiederebbero di poter disputare i Giochi ma “in condizione di parità”. Nonostante l’invito di Bach ad allenarsi al meglio, la disparità tra chi vive in un Paese colpito dal coronavirus e chi invece no appare essere lampante.

Diverse sono state le proteste arrivate via social, con la campionessa canadese Hayley Wickenheiser che ha parlato di scelte “insensibili e irresponsabili”, mentre la britannica Katarina Johnson-Thompson ha messo l’accento sull’impossibilità di allenarsi visti i divieti.

C’è poi anche la questione delle gare di qualificazione interne ai vari Paesi per qualificarsi a Tokyo 2020, con anche questi eventi al momenti sospesi in tutti quei Paesi dove è alta l’emergenza coronavirus.

Nonostante queste proteste le Olimpiadi al momento non sarebbe a rischio rinvio, con il CIO che ha incassato il parere favorevole dei comitati olimpici continentali mentre non si è sbilanciato a riguardo Giovanni Malagò, nostro numero uno del CONI, che ai microfoni di Sky ha auspicato che alla fine “prevalga il buonsenso, la salute viene prima di tutto e al momento navighiamo a vista”.

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