Cina sempre più severa con il settore tech: cosa sta per accadere

Violetta Silvestri

8 Dicembre 2021 - 10:37

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La Cina sempre più determinata nel suo stretto controllo del settore tecnologico: in arrivo ci sarebbero nuove restrizioni per le aziende tech che vogliono quotarsi o attirare investimenti all’estero.

Cina sempre più severa con il settore tech: cosa sta per accadere

La politica restrittiva e di controllo della Cina sulle big tech e sulle aziende che trattano dati sensibili si fa sempre più severa.

Stando a indiscrezioni del Financial Times, sarebbe in arrivo una nuova lista nera di Pechino che renderà più difficile per le nuove società tecnologiche raccogliere finanziamenti esteri e quotarsi in Borse straniere.

La novità segue un giro di vite nel settore tech nell’ultimo anno che è culminato nell’annuncio della scorsa settimana da parte del gruppo Didi Chuxing di delisting dalla Borsa di New York.

La Cina appare sempre più agguerrita nella sua strategia di massimo controllo delle sue aziende, in nome della sicurezza nazionale e di quella che è ormai una guerra aperta contro la potenza USA.

Cosa potrebbe accadere alle società tech della Cina?

Dalla Cina nuovi divieti per il settore tech

Per ora è solo una indiscrezione del FT, ma la notizia appare in linea con la politica da tempo portata avanti da Pechino.

La Cina starebbe preparando una lista nera per restringere in modo severo il canale principale utilizzato dalle start-up per attirare capitali internazionali e quotarsi all’estero, nel tentativo di limitare il ruolo degli azionisti stranieri nella prossima generazione di società tech del Paese.

Secondo i rumors, la misura prenderà di mira nuove società in settori sensibili che utilizzano le cosiddette entità a interesse variabile per gestire le proprie attività in Cina. Le modifiche non dovrebbero applicarsi alle società esistenti.

Nello specifico, al bando ci sono i VIE (Variable Interest Entity), una struttura legale che è stata utilizzata per decenni dai gruppi tecnologici cinesi, tra cui i leader del settore Alibaba e Tencent, per aggirare le restrizioni sugli investimenti esteri e raccogliere miliardi di dollari dagli investitori internazionali.

Il nuovo elenco che esclude il ricorso ai VIE potrebbe comprendere settori ad alta intensità di dati o che comportano problemi di sicurezza nazionale. Gli Stati Uniti hanno adottato misure simili per limitare gli investimenti cinesi nelle start-up della Silicon Valley.

Lo scopo dell’ulteriore stretta cinese sarebbe garantire che i futuri colossi nazionali fondamentali per l’economia del Paese non siano dominati da azionisti stranieri.

In attesa di ufficialità, la mossa cinese si inserisce in un contesto già avviato di restrizione e controlli.

La Cina ha imposto multe alle sue grandi aziende tech, tra cui Alibaba e il gigante delle consegne alimentari Meituan. Nel frattempo, Didi ha annunciato che eliminerà la quotazione dalla Borsa di New York, meno di sei mesi dopo il suo debutto.

All’inizio di quest’anno, Pechino ha anche vietato gli investimenti stranieri nelle imprese educative tramite VIE e altre rotte.

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