La Cina punisce le aziende che rispettano le sanzioni di Trump

Riccardo Lozzi

11 Gennaio 2021 - 16:05

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Il Governo cinese è pronto a punire tutte le aziende internazionali che rispettano le sanzioni imposte da Trump. Quali saranno le prossime mosse di Biden per il rapporto USA-Cina?

La Cina punisce le aziende che rispettano le sanzioni di Trump

Nuova mossa del Governo di Pechino nella guerra commerciale con gli Stati Uniti. La Cina ha varato nel weekend delle regole che permettono di punire le aziende internazionali che rispettano le sanzioni imposte da Trump.

La decisione è arrivata come reazione all’ordine esecutivo di The Donald di rimuovere dal New York Stock Exchange (NYSE) le tre compagnie di telecomunicazione China Mobile, China Telecom e China Unicom Hong Kong.

Queste, e tutte le aziende che si trovano a subire delle perdite a causa del rispetto di norme ad hoc contro di loro, potranno quindi portare i partner commerciali responsabili davanti ai tribunali cinesi per un processo il cui esito, data l’influenza del Partito Comunista sulla giustizia, sarebbe quasi scontato.

Nel testo varato dall’esecutivo guidato da Xi Jinping non si trova un riferimento esplicito alle restrizioni americane dell’ultimo anno ma, in maniera più generale, alle leggi stranieri che “vietano o limitano ingiustamente” le persone o le compagnie cinesi nel condurre normalmente i propri affari, come affermato dal ministro del Commercio Zhong Shan.

La Cina punisce le aziende che rispettano le sanzioni di Trump

Tuttavia sembra chiaro a tutti quale sia il destinatario delle contromisure prese dal Dragone, che appaiono inoltre come un messaggio alla nuova amministrazione di Joe Biden pronta a insediarsi alla Casa Bianca il 20 gennaio.

Attraverso il pacchetto di regole posto a tutela delle società di casa propria, la Cina mette subito Biden davanti a un bivio: continuare la politica di restrizioni inaugurata dal suo predecessore Trump, oppure allentare, o addirittura modificare completamente, l’approccio degli USA nei confronti della seconda potenza economica mondiale.

Una scelta non semplice per il nuovo Governo statunitense, soprattutto dopo la firma tra UE e la stessa Cina del trattato commerciale Comprehensive Agreement on Investments, il quale era infatti stato osteggiato dai membri del prossimo esecutivo di Washington.

Il presidente eletto aveva rilasciato alcune dichiarazioni ai media, in cui si diceva pronto a scegliere con calma la migliore strategia per affrontare l’influenza economico-finanziaria acquisita dalla Repubblica Popolare soprattutto nell’ultimo anno, con l’obiettivo di creare una coalizione globale in grado di isolarla e costringerla a scendere a compromessi.

Le mosse di Biden nella guerra commerciale USA-Cina

La scelta dell’Unione Europea di siglare l’intesa entro il 31 dicembre del 2020, voluta fortemente da Angela Merkel, vede sfumare i piani di Biden, obbligandolo a varare al più presto una nuova strategia.

Anche le grandi multinazionali rischiano di trovarsi in una posizione difficile nel dover scegliere quali leggi rispettare e, di conseguenza, a quale dei due maggiori mercati al mondo rinunciare.

In tale scenario, potrebbero aumentare le pressioni nei confronti dell’amministrazione Biden-Harris da parte di aziende che verrebbero coinvolte in questa duplice minaccia, portando gli States a cessare il duro scontro con Pechino.

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