Nuova conferma sul rallentamento dell’economia in Cina: la stima preliminare dell’indice PMI manifatturiero scende ai minimi di 6 anni e mezzo. Aumentato i timori a livello mondiale.
La domanda debole ha trascinato il settore manifatturiero della Cina verso la contrazione più estesa in 6 anni e mezzo nel mese di settembre, a quanto mostra la stima preliminare dell’indice PMI manifatturiero Caixin, innescando una nuova ondata di fuga verso beni sicuri lontano dall’Asia, corsa che potrebbe estendersi in tutto il mondo.
I dati deludendi dalle fabbriche in Cina arrivano dopo la decisione della Federal Reserve USA di lasciare i tassi di interesse invariati, sulla scia che le condizioni mondiali e il rallentamento dell’economia cinese possano danneggiare la ripresa degli Stati Uniti.
La stima preliminare dell’indice Caixin/Markit PMI manifatturiero è scesa a 47,0 nel mese di settembre, il peggior risultato da marzo 2009, mancando le aspettative del mercato a 47,5 e scendendo dal risultato finale di agosto a 47.3.
Un risultato inferiore a 50 indica una contrazione.
E il settimo mese consecutivo che il settore manifatturiero della Cina mostra un rallentamento, e l’indagine ha mostrato un peggioramento delle condizioni delle aziende quasi tutta la linea, in quanto hanno tagliato produzione, prezzi e posti di lavoro in risposta al calo di ordini.
PMI manifatturiero: attesa per Eurozona e Stati Uniti
Intanto, sul calendario economico sono attesi gli indici PMI manifatturieri degli Stati Uniti e dell’Eurozona, che potrebbero mostrare un settore ancora resiliente al di là della Cina.
L’indice PMI manifatturiero di Markit per l’Eurozona si prevede si mantenga stabile a 52,0 nel mese di settembre, poco mosso rispetto al risultato dello scorso mese di 52,3. Il PMI manifatturiero degli Stati Uniti dovrebbe rimanere invariato a quota 53,0.
Gli investitori internazionali e i responsabili di politica monetaria continuano ad essere preoccupati sullo stato di salute dell’economia cinese quest’anno, con la seconda economia più grande al mondo pronta a registrare la sua performance più debole in almeno un quarto di secolo.
Il crollo nel mercato azionario cinese durante l’estate e la svalutazione sorpresa dello yuan hanno afflitto i mercati globali e sollevato dubbi dentro e fuori la Cina sulla capacità di Pechino di gestire le dinamiche dell’economia.
Le difficoltà della Cina continuano quindi ad innervosire imprese, e mercati finanziari in tutto il mondo.