Chiamate da 06.5510 è una truffa? No, è la Croce Rossa per i test sierologici

È partita la campagna test sierologici per sapere chi ha sviluppato gli anticorpi al coronavirus. La Croce Rossa contatterà 150mila cittadini presi a campione da un numero che inizia con 06.5510: ecco perché è importante rispondere e partecipare.

Chiamate da 06.5510 è una truffa? No, è la Croce Rossa per i test sierologici

Avete ricevuto una chiamata da 06.5510 ma non avete risposto pensando fosse una truffa o telemarketing? Non siete i soli dubbiosi, ma è bene tranquillizzarvi che si tratta della Croce Rossa che vi chiama per i test sierologici.

In Italia il 25 maggio è partita l’indagine sierologica per il coronavirus condotta dal Ministero della Salute con la collaborazione della Croce Rossa Italiana su 150.000 cittadini in 2.015 comuni selezionati a campione dall’ISTAT.

Lo scopo dell’indagine è capire quante persone hanno sviluppato gli anticorpi al virus SARS-CoV-2 che provoca COVID-19 anche in assenza di sintomi. Attraverso i test si otterranno informazioni necessarie per stimare le dimensioni e l’estensione dell’infezione nella popolazione anche in relazione a fattori come sesso, età, provenienza geografica e lavoro svolto.

Test sierologici Croce Rossa: chi viene contattato

La situazione segnalata dalla Croce Rossa Italiana è bizzarra, ma non incredibile: oggigiorno veniamo tempestati da telefonate pubblicitarie di aziende, operatori telefonici e truffatori. Non sorprende quindi la scarsa adesione (finora) all’indagine sierologica per il coronavirus.

Stando a quanto raccontato dalla Croce Rossa, su 7300 chiamate effettuate nella prima giornata di ieri, solo il 25% del campione ha detto subito sì al test. Il 60% dei contattati ha chiesto di essere richiamato e il 15% ha detto che ci deve pensare.

“Se ricevete una chiamata dal numero che inizia con 06.5510 è la Croce Rossa Italiana, ha detto il presidente Francesco Rocca. Non è uno stalker, non è una truffa telefonica, ma è un servizio che potete rendere al vostro Paese attraverso un piccolo prelievo venoso”.

È bene precisare che essere contattati per partecipare all’indagine non implica obbligo di risposta: il cittadino può scegliere se fare oppure no il test. Tuttavia affinché si ottengano risultati più precisi è essenziale che le persone scelte a campione diano il loro contributo per il bene di se stesse e dell’intera comunità.

Per informazioni sul trattamento dei dati personali dei partecipanti all’indagine sierologica (quali vengono raccolti, dove vengono conservati e protezione della privacy) qui potete trovare il documento ufficiale del Ministero della Salute e ISTAT.

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