Dalla regolazione europea alla corsa verso l’AGI, il dibattito sull’AI non è più tecnico ma sistemico.
Nel 2023 l’idea che un monastero buddista del Vermont riflettesse sull’apocalisse dell’intelligenza artificiale poteva sembrare un episodio curioso. Nel 2026, molto meno. Oggi l’AI è entrata nei processi produttivi, nei flussi informativi, nei sistemi decisionali aziendali e pubblici. Non è più un’applicazione sperimentale: è un livello infrastrutturale dell’economia globale.
L’Europa ha tentato una prima regolazione organica con l’AI Act. Le aziende leader — da OpenAI a Google DeepMind — parlano apertamente di modelli sempre più autonomi e capaci. La competizione sull’AI è ormai parte della strategia industriale e geopolitica delle grandi potenze.
Se l’intelligenza artificiale diventa infrastruttura, ridisegna il potere. [...]
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