Chi era Agitu Gudeta, imprenditrice etiope trovata morta in Trentino

Mario D’Angelo

29 Dicembre 2020 - 23:08

condividi
Facebook
twitter whatsapp

È stata trovata morta in casa Agitu Gudeta, probabilmente uccisa da un colpo alla testa. Era un’imprenditrice e pastora naturalizzata trentina

Chi era Agitu Gudeta, imprenditrice etiope trovata morta in Trentino

È stata trovata senza vita in camera da letto nella sua casa di Frassilongo in Trentino, la rifugiata etiope Agitu Ideo Gudeta. Dopo il suo arrivo in Italia, nel 2010, aveva avviato un’azienda agricola, la Capra Felice, con l’obiettivo di allevare una specie in via d’estinzione. Era conosciuta come imprenditrice del bio, e produceva formaggi. Più volte aveva denunciato aggressioni e minacce razziste.

Dal giugno di quest’anno aveva aperto anche una bottega a Trento, a piazza Venezia, dove vendeva prodotti caseari, pane e frutta e verdura biologica. La pastora etiope avrebbe compiuto 43 anni il 31 dicembre 2020.

Uccisa Agitu, simbolo di integrazione in Trentino

Mi insultano, mi chiamano brutta negra, dicono che me ne devo andare e che questo non è il mio posto”, aveva denunciato Gudeta un paio di anni fa. Il suo aggressore era stato condannato a 9 mesi, esclusa l’aggravante di razzismo.

Adesso è finito con un colpo alla testa - forse di un martello - il sogno di Agitu. Le forze dell’ordine sono state allertate da alcuni vicini, chiamati da un uomo che aveva un appuntamento con la pastora etiope al quale lei non si era mai presentata.

Chi era Agitu Ideo Gudeta

Originaria di Addis Abeba, a 18 anni era fuggita dalla guerra del Corno d’Africa. Arrivata in Italia aveva ottenuto lo status di rifugiata. In pochi giorni era riuscita ad avviare un’azienda agricola nella Valle dei Mocheni.

Si occupava di allevare la pezzata mochena, una razza indigena in via d’estinzione, proteggendo i suoi animali anche dagli attacchi degli orsi. Nel suo lavoro, aveva dimostrato una convivenza possibile con il predatore anche nell’allevamento all’aperto. “Quando vedo impronte o segnali della sua presenza, raccontava, mi chiudo in auto con dei petardi. Basta fare un po’ di rumore e il mio ‘vicino’ sa che è meglio andare da qualche altra parte”.

Pochi giorni fa a Natale, aveva condiviso sulla pagina Facebook della Capra Felice questo post.

Argomenti

Iscriviti alla newsletter

Money Stories