Recuperare le minusvalenze fiscali con le maxi cedole di fine anno

Le maxi cedole promesse dai Cash collect di recente emissione offrono all’investitore la possibilità di recuperare entro fine anno le minusvalenze presenti nel proprio zainetto fiscale. Ecco come fare e le date cui prestare attenzione

Recuperare le minusvalenze fiscali con le maxi cedole di fine anno

Manca poco più di un mese alla fine dell’anno e si fanno vicine anche diverse scadenze fiscali come ad esempio il termine per il recupero fiscale delle minusvalenze maturate nel corso del 2014.

Fra le tipologie di Certificati fiscalmente più efficienti a disposizione degli investitori per consentire il recupero totale o quantomeno parziale delle minusvalenze presenti nello zainetto fiscale vi sono i certificati che prevedono il pagamento di una maxi cedola entro pochi mesi dall’emissione, nel caso di specie nell’ultimo mese dell’anno.

Esattamente in questi giorni un noto emittente di Certificati d’investimento in Italia ha completato la quotazione sul SeDeX MTF di Borsa Italiana di una serie di Certificati Cash Collect su panieri di azioni che prevedono il pagamento di una maxi cedola alla fine del primo mese di vita, quindi il 28 dicembre prossimo (clicca qui per approfondire).

Il vantaggio competitivo di questa tipologia di certificate rispetto alla tradizionale versione di un Cash Collect è quello di assicurare un alto provento entro la fine dell’anno, cioè in tempo utile per non veder evaporare le minusvalenze maturate nel 2014 dal proprio zainetto fiscale.

Ricordiamo infatti che i tutti i redditi finanziari prodotti dai certificati, siano essi plusvalenze o minusvalenze, vengono considerati ai fini fiscali come “redditi di natura diversa”, in quanto il flusso monetario che offrono, anche cedolare, è sempre soggetto ad aleatorietà (clicca qui per saperne di più).

Come funziona la compensazione delle minusvalenze?

L’investitore che decidesse di acquista i Maxi Cash collect in questione potrebbe a fine mese (già dal 28 dicembre) utilizzare la maxi cedola incassata per limare le eventuali minusvalenze presenti nel proprio zainetto, causando di conseguenza una riduzione di queste per un importo esattamente pari alla plusvalenza ricevuta, e un accredito lordo del provento.

La peculiarità dell’effetto memoria

In genere i Certificati che prevedono il pagamento di una maxi cedola condizionata alla prima data di valutazione intermedia poi tendono a perdere gran parte del loro valore, rendendo la loro detenzione poco attraente se non talvolta rischiosa.

La peculiarità dell’emissione di questa settimana, però, è quella contemplare la così detta clausola “Effetto memoria”, che consente all’investitore che rispetta la condizione di pagamento in una qualsiasi data di valutazione intermedia di incassare un premio cumulativo comprendente tutti i premi non pagati nelle precedenti date di valutazione intermedie nelle quali la condizione di pagamento non era stata rispettata, compreso anche il maxi cedolone iniziale.

Le insidie: attenzione alle date e al regime fiscale del proprio intermediario

Le date

Per avere diritto alla cedola è necessario acquistare i Certificati Maxi Cash collect presumibilmente entro la chiusura del 21 dicembre prossimo, dal momento che la mattina del 22 dicembre lo stesso partirà già in quotazione ex-cedola. Di norma infatti la data di registrazione, o record-date, cade sempre quattro giorni di borsa aperta dopo la Data di valutazione, stabilita dall’emittente stesso per il 18 dicembre.

Il regime fiscale applicato dall’intermediario

Ricordiamo, in ultimo, il discorso del regime fiscale applicato dal proprio intermediario presso cui si ha il proprio conto (NB: non l’emittente del Certificate). Alcuni di essi infatti applicano un regime di imposizione fiscale che rinvia la tassazione dei proventi così detti “provvisori” come le cedole a quando questi potranno essere considerati definitivi (cioè alla scadenza, anticipata o naturale, o alla vendita del certificato).

L’acquisto dei certificati qui considerati con il fine di ottimizzare il proprio profilo fiscale è dunque adatto solamente a quegli investitori che abbiano già accertato che il proprio intermediario incrocia plusvalenze e minusvalenze in maniera immediata, rendendo quindi possibile la compensazione prima della fine dell’anno.

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