Carige: è scontro Malacalza-Mincione

Il primo azionista Vittorio Malacalza chiede la non ammissione della lista rivale capeggiata da Raffaele Mincione. All’orizzonte l’assemblea del 20 settembre

Carige: è scontro Malacalza-Mincione

Ennesimo capitolo della telenovela Carige.
Il primo azionista dell’istituto ligure, Vittorio Malacalza, ha chiesto che la lista rivale per il rinnovo del CdA capeggiata da Raffaele Mincione venga inibita dalla corsa all’amministrazione della banca genovese.

Con la decisiva assemblea straordinaria del prossimo 20 settembre all’orizzonte, Malacalza ha presentato un ricorso al Tribunale di Genova chiedendo la non ammissione della lista di candidati amministratori “presentata da Pop 12 Sarl”, ovvero il collettivo formato da Raffaele Mincione, Gabriele Volpi e Aldo Spinelli.

Alla base del provvedimento legale preso ci sarebbe la mancata autorizzazione, da parte della Bce, necessaria all’acquisizione delle partecipazioni, che danno diritto al voto.

Carige: la lotta per i CdA coinvolge anche il tribunale

La risposta del collettivo Mincione non si è fatta attendere.
Vista la stretta attualità del fatto, hanno precisato di non aver avuto ancora accesso agli atti, specificando però con fermezza di essere certi si tratti di “causa infondata e strumentale”.

Dalla lista del nuovo candidato alla presidenza hanno subito etichettato il tentativo di Malacalza come un pretesto, annunciando anche di segnalare in un secondo momento la cosa “alle autorità competenti”:

“Si tratta dell’estremo tentativo di interferire con la formazione della volontà assembleare [...] dalle informazioni riportate dalle agenzie di stampa emerge che le motivazioni a sostegno del ricorso sono a dir poco fantasiose e stravolgono la realtà. E non poteva essere altrimenti dato che si è operato nel pieno rispetto delle regole”.

L’azione di Malacalza presuppone che da parte della lista rivale ci sia stata una violazione della “disciplina bancaria in materia di autorizzazioni agli acquisti”, che renderebbe quindi incompatibile l’attuale ruolo di Mincione nella corsa al CdA, privandolo del diritto di voto.

Corsa a tre

Dopo il clamoroso esodo dei mesi scorsi e il decadimento ufficiale del CdA, ha preso forma nelle ultime settimane una lotta a tre per l’amministrazione della banca.

Alla fine di agosto Raffaele Mincione, che detiene una posizione che si aggira intorno al 24%, ha ufficializzato la sua lista per il rinnovo del CdA di Carige, chiarendo che sarà lui stesso il candidato alla presidenza.
Nell’elenco dei nomi proposti spicca l’amministratore delegato uscente Paolo Fiorentino.

Il tutto dopo il primo elenco di nominativi candidati ad amministrare la banca ligure, presentato da Assogestioni, che detiene il 2,9% delle azioni e che ha indicato il consigliere e presidente ad interim di Carige Giulio Gallazzi, insieme a Angelo Busani e Sonia Peron.

Dopo Assogestioni era arrivata invece la proposta del primo azionista Vittorio Malacalza. Indicato come candidato alla presidenza il banchiere Pietro Modiano, attuale numero uno di Sea. Alla vice presidenza l’economista Lucrezia Reichlin e nell’elenco dei candidati figure del calibro di Fabio Innocenzi, Stefano Lunardi, Salvatore Bragantini e Francesca Balzani.

La lista Malacalza, con una partecipazione che supera il 24%, rappresenta la prima azionista, seguita però solo a breve distanza dallo schieramento Mincione.

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