Sanremo 2020: cachet e guadagni di conduttori e ospiti

A Sanremo 2020 quanto guadagnano Amadeus, le vallette e gli ospiti? Tutto su cachet, costi e stipendi del 70° Festival della Canzone Italiana in onda da questa sera fino a sabato 9 febbraio.

I cachet di Sanremo 2020 continuano ad alimentare il gossip e le polemiche intorno al Festival. Come ogni anno insieme al festival giungono anche le polemiche sui compensi che ospiti e conduttori percepiscono. Per questo Sanremo 2020 sono trapelate alcune indiscrezioni, che hanno fatto luce su i guadagni dei presentatori, delle vallette e dei super ospiti.

Quanto spende la Rai per organizzare il Festival di Sanremo, quanto guadagnano Amadeus, Diletta Leotta, Fiorello, Tiziano Ferro e gli altri ospiti?? Chi paga?

Ecco cosa sappiamo ad oggi su costi e cachet di Sanremo 2020 in attesa che i compensi vengano ufficializzati nel corso dell’evento.

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Sanremo 2020, quanto guadagnano Amadeus e conduttori

Per quanto riguarda Amadeus, direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2020, il suo compenso sarà in linea con quello dei suoi predecessori. Per condurre le 5 serate del Festival Amadeus dovrebbe prendere quindi 500-600.000 euro (l’anno scorso il compenso di Baglioni è stato 585mila euro), cifra che però non tiene conto dell’impegno contrattuale dello showman che parte cinque mesi prima della data d’inizio del festival.

Pronti a calcare il palco dell’Ariston in veste di co-conduttori fissi, Tiziano Ferro e Fiorello, il cui cachet si aggira intorno ai 250mila euro stando alle indiscrezioni. Cachet che il cantautore di Latina devolverà in beneficienza a 5 enti: Avis (della quale Tiziano è ambasciatore da quasi vent’anni), Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), Centro Donna Lilith (che offre accoglienza, assistenza e supporto alle donne e ai minori vittime di violenza e maltrattamenti), Associazione Valentina Onlus (che su base volontaria offre assistenza ai malati oncologici) e Associazione Chance For Dogs (organizzazione no-profit che si prende cura dei cani randagi e abbandonati e della loro adozione).

Per Tiziano Ferro non è la prima ospitata al Festival: da superospite a Sanremo nel 2017 avrebbe ricevuto il cachet più alto di quella edizione, pari a 150-200mila euro (cifra non confermata).

Sanremo 2020: quanto guadagnano le vallette

Passando alle donne che affiancheranno Amadeus sul palco, è stato reso noto che la giornalista Rula Jebreal, co-conduttrice della prima serata, sarà pagata 25mila euro. Compenso che, ha già detto, sarà devoluto in beneficienza.

I compensi previsti per Diletta Leotta e Francesca Sofia Novello dovrebbero aggirarsi intorno ai 25mila euro a serata (le due saranno all’Ariston per due puntate, quindi cachet raddoppiato). Per Antonella Clerici si ipotizza un cachet pari a 50mila euro, cifra verosimile anche per Mara Venier. Le giornaliste del TG1 Laura Chimenti ed Emma D’Aquino potrebbero ricevere solo un rimborso spese da Rai ed essere trattate da dipendenti in trasferta.

Infine, sembrerebbe essere raggiunto l’accordo tra Rai e Georgina Rodriguez, che per salire sul palco al fianco di Amadeus nel corso della terza serata il 6 febbraio avrebbe chiesto ben 140.000 euro. Un cachet che, però, prevede anche la presenza del fidanzato Cristiano Ronaldo in platea.

Sanremo 2020: cachet ospiti e cantanti

Per gli ospiti il compenso dovrebbe variare tra i 20mila e i 50mila euro a testa. Per il 2020 solo due gli ospiti di portata internazionale a Sanremo: Lewis Capaldi e Dua Lipa. La 25enne popstar e modella inglese di origini albanesi-kosovare è famosa in tutto il mondo e vanta miliardi di visualizzazioni su YouTube. Il suo patrimonio netto secondo le stime si aggira intorno ai 3 milioni di euro.

Anche l’anno scorso la scaletta del Festival è stata povera di artisti internazionali e il motivo lo ha spiegato Claudio Baglioni, direttore artistico e conduttore: “qualche anno fa era diverso. I dischi si vendevano e le case discografiche interpretavano il festival come una vetrina per il mercato italiano. Oggi devi pagargli il cachet per intero”.

Per i cantanti Big in gara a Sanremo dovrebbe essere riconosciuto il solito indennizzo a titolo di rimborso spese di un importo di circa 48mila euro. Nessun premio in denaro per il vincitore, il quale potrà comunque beneficiare - così come gli altri cantanti in gara - di un ritorno economico non indifferente grazie alle vendite discografiche in crescita e alla popolarità sui social per merito della visibilità garantita da Sanremo.

C’è da dire, però, che con l’incremento dello streaming, Sanremo, in termini di vendite, si traduce in circa l’1% del mercato. Il peso promozionale della kermesse quindi si è abbassato notevolmente, ecco perché potrebbe essere l’occasione - come auspicato dal Presidente di FIMI - di rivedere i rimborsi spese visto che ad una major portare un artista in gara a Sanremo costa circa 100 mila euro in spese di organizzazione.

Costi Sanremo, polemiche inutili: il Festival si “autofinanzia”

Dei costi del Festival di Sanremo aveva già parlato Claudio Fasulo, tra gli autori della kermesse, durante la tradizionale conferenza stampa di presentazione, senza però svelare nulla sul cachet di direttore artistico e conduttori.

Fasulo ha ricordato che, nonostante le polemiche che ogni anno esplodono all’inizio del Festival di Sanremo, negli ultimi dieci anni c’è stata “un’enorme compressione della spesa, ma non del prodotto”.

Ricordiamo comunque che la kermesse, grazie alle notevoli entrate pubblicitarie, ogni anno segna un cospicuo utile. Il Festival di Sanremo, quindi, si autofinanzia: di conseguenza non è vero, come di credenza popolare, che a pagare l’organizzazione del Festival di Sanremo, nonché il cachet di conduttori ed ospiti, siano i cittadini con il canone Rai.

Grazie a TIM, che per il terzo anno è sponsor unico di Sanremo, la raccolta pubblicitaria potrebbe assestarsi tra i 30 e i 31 milioni di euro, un vero e proprio record per un profitto che - tra ricavi netti e costi - dovrebbe superare i 10 milioni di euro.

Costi Festival Sanremo sala stampa

Per i costi di Sanremo relativi all’allestimento della sala stampa, possiamo fare riferimento, per ora, alla spesa sostenuta dal Comune e dalla Rai l’anno scorso.

Nel complesso il costo sostenuto per l’allestimento di Ariston Roof e Palafiori è stato di 121.250,00€. C’è bisogno infatti di noleggiare tavoli e sedie, così come tutte quelle apparecchiature informatiche e televisive necessarie. Il costo più alto è stato sostenuto proprio per la fornitura dei tavoli, per i quali c’è stata una spesa di 17.055,60€.

Ecco nel dettaglio quali sono gli altri costi che Rai e organizzazione del Festival hanno dovuto sostenere per l’allestimento delle sale stampa:

  • arredi sala stampa radio e TV private: 7.076 euro;
  • apparecchiature informatiche: 5.490 euro;
  • apparecchiature televisive: 2.806 euro;
  • servizio assistenza tecnica sala “Ninfea” Palafiori: 3.538 euro;
  • fornitura linee telefoniche e fax: 3.990,39 euro;
  • consumi linee telefoniche e fax: 1.586 euro;
  • servizio logistica per la sala stampa: 5.734 euro;
  • servizio facchinaggi sale stampa: 5.490 euro;
  • occupazione autostazione RT: 9.760 euro;
  • noleggio sala prove balletto: 14.500 euro;
  • fornitura premi: 8.205,72 euro;
  • noleggio transenne antipanico: 18.178 euro;
  • ufficio accrediti presso Ariston: 2.440 euro;
  • steward presso parking Palafiori: 2.440 euro.

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