COVID Italia: caos Sardegna, contagi in aumento. Cosa fare?

La Sardegna resta nel mirino dell’aumento contagi di coronavirus in Italia. Aumentano, infatti, i positivi di ritorno dalle vacanze dall’isola. Come fare per arginare una bomba sanitaria?

COVID Italia: caos Sardegna, contagi in aumento. Cosa fare?

La Sardegna protagonista del COVID in Italia. I positivi in rientro dalle vacanze trascorse sull’isola sono in aumento.

C’è preoccupazione e una certa agitazione nella regione da sempre meta ambita per la villeggiatura estiva. Il presidente Solinas ha fatto un appello affinché il territorio sardo non venga stigmatizzato come “untore”.

Per ora sono iniziati i tamponi a Civitavecchia in modalità drive-in, porto di approdo dei traghetti di ritorno dall’isola. Ma questo potrebbe non bastare per arginare l’ondata di contagi. Intanto, sembra regnare il caos per chi rientra dalla Sardegna, con inevitabili assembramenti sulle navi e all’arrivo nella cittadina laziale.

Cosa fare per evitare picchi ingestibili di coronavirus dalla regione di villeggiatura?

Sardegna: è caos contagi e tamponi

Il presidente della Regione Sardegna ha affermato che, almeno per ora, non saranno previsti tamponi all’imbarco per i turisti che stanno per lasciare l’isola.

L’amministrazione isolana teme che, in caso di positività, debba poi attivare tutto il protocollo sanitario previsto per il coronavirus, completamente a carico della sanità regionale.

Cosa fare allora? Per adesso resta l’idea di imporre la quarantena per chi torna dalle vacanze dall’isola. Una soluzione che, però, non affronta il problema alla radice, come spiegato dall’assessore alla Salute della Regione Lazio:

“I positivi viaggeranno sui traghetti insieme a chi ancora non è stato contagiato. Se facciamo i tamponi all’arrivo, molti infettati durante il viaggio non risulteranno già positivi.... Noi stiamo facendo il massimo, abbiamo 17 drive in che consentono a chi torna dalla Sardegna di effettuare il tampone, anzi invitiamo tutti a farlo”

Il punto critico è proprio il viaggio nelle navi, dove l’assembramento difficilmente può essere evitato. Anche le procedure di sbarco sono abbastanza caotiche finora. E la Regione Lazio, oltre al sindaco di Civitavecchia, temono il peggio, con il rischio che questo scenario si trasformi in una bomba sanitaria.

Contagi in Sardegna: cosa aspettarsi?

Negli ultimi quattro giorni, subito dopo ferragosto, il numero di contagi è balzato oltre 100. La media dei nuovi infetti fa tremare: 27 al giorno, più della metà concentrati nella Gallura.

Un allarme che sta risuonando per la Regione turistica e per il Lazio. Nei prossimi giorni, infatti, sono previste partenze dall’isola di oltre 50.000 persone con aerei e traghetti. Intanto, il bollettino laziale del 22 agosto ha registrato ben 215 positivi in più, 97 dei quali legati al rientro dalla Sardegna.

Il presidente Solinas non vuole drammatizzare e, soprattutto, ha allontanato con determinazione la possibilità di lockdown:

“La Sardegna, che è riuscita ad avere la circolazione minima in Italia e ancora oggi nonostante i casi di importazione continua a non essere tra le prime sette-otto regioni con Rt superiore a 1, sarebbe penalizzata con un attacco frontale al sistema produttivo e alla sua reputazione turistica”

Dopo l’imposizione, a livello nazionale, della chiusura delle discoteche, l’isola non accetterà altre limitazioni alle sue attività. Il coronavirus, però, sta avanzando. Cosa accadrà nei prossimi giorni?

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