L’oro resta poco lontano dai precedenti top assoluti toccati tre giorni fa a 1.609.86$ l’oncia. Tuttavia, la minore percezione del rischio dopo l’accordo tra i paesi europei per salvare la Grecia potrebbe far diminuire l’appeal verso il prezioso metallo giallo. I prezzi si trovano poco sopra il supporto di 1.580$ l’oncia e non è da escludere un nuovo tentativo dei venditori di riportare le quotazioni almeno verso l’ex importante area di resistenza, ora supporto, posta a 1.575$/oz. La perdita di questi livelli provocherebbe quasi certamente l’inizio di una gamba ribassista più pronunciata con target verso 1.550$ - 1.540$ l’oncia.
Più o meno vale lo stesso discorso per l’argento, che solo pochi giorni fa aveva toccato un nuovo massimo a due mesi a 40.84$ l’oncia. Il silver ha perso molto del suo appeal negli ultimi due giorni e potrebbe proseguire la discesa fin sotto l’attuale supporto di breve periodo posto a 39.2$/oz. Infatti, in caso di perdita di questi livelli, è probabile un ritorno verso il supporto dinamico della EMA20 daily in area 37.5$ l’oncia o addirittura verso i 37$/oz.
Il petrolio light crude WTI sta provando a scardinare la resistenza di breve periodo, nonché soglia psicologica, di 100$ al barile. I prezzi attualmente quotano in area 99.5$/bl e stanno beneficiando del buon appetito per il rischio presente sui mercati in questo finale di settimana. L’eventuale breakout di 100$/bl dovrebbe spingere le quotazioni subito fino a 100.8$/bl e con tutta probabilità fino alla resistenza di 103.5$/bl prima e 104.3$/bl poi. In caso di improvviso peggioramento dello scenario - anche se al momento sembra un’ipotesi piuttosto difficile da concretizzarsi - o comunque l’inizio di forti prese di beneficio dopo i recenti forti rialzi, il petrolio potrebbe soffrire leggermente tornando magari verso il supporto di breve di 97$ - 96.8$, mentre sembra più difficile rivedere le quotazioni a 95$, cioè la successiva area di supporto.
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